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Città vecchia, così cade a pezzi il vero grande tesoro di Taranto

 

Macerie ed edifici in rovina, il Comune non sa neppure quanti sono

Testata:
Corriere del Mezzogiorno
 
Data:
13-09-2007
 
Autore:
Cesare Bechis
 
 
1
Inchiesta L'Isola abbandonata
Fino agli anni Cinquanta nella città vecchia di Taranto vivevano trentamila abitanti. Negli anni Settanta la popolazione scese a ventimila unità.
Attualmente abitano l'Isola 2197 persone, secondo il censimento del 2001: 1090 uomini e 1107 donne.

A Taranto, la città vecchia cade a pezzi e perde abitanti. Non è Beirut, però ogni mese viene giù un solaio, cede una palazzina, uno stabile viene murato. Il salto di quota di via Duomo divide il borgo antico in tre zone. La parte alta, verso mar Grande, regge all'urto del tempo con la maggior parte dei palazzi restaurati e abitati; molto degradata è la zona a valle: via Di Mezzo è la dorsale della «piccola Bagdad» con l'area compresa tra Largo Santissimi Medici e la chiesa di San Giuseppe attraversata dai vicoli Zippro, Lezite, Abbastante, Vallone, Soccorso, occupata da macerie mai tolte e inaccessibile.
Tuttavia, qualche stabile cadente e a rischio è stato occupato abusivamente, in particolare da extracomunitari. La Marina, verso mar Piccolo, è popolata ma degradata: qua e là gli edifici sono chiusi e abbandonati. La continua perdita d'acqua, ammessa dallo stesso Acquedotto pugliese, allaga scantinati e ammezzati di numerosi palazzi, tra i quali l'ipogeo Beaumont e Palazzo Spartera, e impone il rifacimento completo della rete idrica. Un'opera cui il Comune metterà mano con i finanziamenti europei 2007-2013. Il Borgo antico ha tanti guai: rete idrica fatiscente, fogne vetuste, degrado statico generalizzato, mancanza di lavoro, spopolamento, occupazione abusiva di immobili di proprietà privata e pubblica, piccoli fenomeni criminosi. Fronteggiare una situazione così complicata è difficile anche perché manca una strategia che indichi l'obiettivo finale. Il piano Blandino, unico strumento urbanistico operativo, è ormai datato e va rivisitato; il Comune ha una serie di progetti in piedi, ma sono fermi per mancanza di fondi; l'architetto catalano Oriol Bohigas, incaricato di ridisegnare l'Isola, è stato una meteora così alta che nessuno l'ha vista e non c'è traccia pubblica delle sue proposte. Da qualche anno, però, la città vecchia ha risvegliato l'interesse dei sinceri amanti dei borghi antichi, se pur cadenti e degradati, e di chi vuol tentare la speculazione immobiliare. Palazzi ed appartamenti hanno cambiato di mano con rapidità, architetti e docenti universitari hanno ristrutturato case e si sono trasferiti, professionisti e consiglieri comunali hanno acquistato a poco prezzo e rimesso a posto abitazioni ora molto trendy. Si sono aperti bar e ristoranti, pub e trattorie, tutte attività di passaggio ma che non richiamano una presenza stabile. (...)
«Taranto è oggi una città dispersa e violentata - dice l'assessore comunale al Restauro della città vecchia Lucio Pierri - se venisse meno il Borgo antico perderemmo la nostra stessa identità, il nostro essere nella storia, l'appartenenza ad una stessa comunità».
Forte di questo sentimento il Comune punta ancora sulla rinascita isolana facendo affidamento sui finanziamenti comunitari e regionali. «Il vecchio piano dell'architetto Blandino mirava soprattutto al recupero urbanistico - continua Pierri - ed è stato attuato solo in minima parte. Oggi va ovviamente aggiornato. Non ha raggiunto gli obiettivi che si proponeva fondamentalmente perché era di iniziativa pubblica e non coinvolgeva né i privati né i cittadini. (...)
(1 - continua)

 
 
 

 

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