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  POINT Z.E.R.O. , Ettore Sottsass il gran curioso  

Ettore Sottsass il gran curioso

 

I novant'anni del grande architetto

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
14-09-2007
 
Autore:
Stefano Bucci
 
 
Il «mago» (la definizione è del suo amico e collega Hans Hollein) compie oggi 90 anni. Ettore Sottsass jr., nato a Innsbruck il 14 settembre 1917, assomiglia davvero al Prospero della Tempesta di Shakespeare: la bacchetta magica della sua creatività (oltre che ad avergli fatto vincere due volte il Compasso d'oro) ha saputo dar vita ad un'estetica affascinante eppur riconoscibilissima. Un esempio per tutti: la libreria Carlton, qualcosa a metà tra il totem e il videogame.
Figura eclettica e poliedrica, in oltre sessant'anni di carriera, Sottsass è stato così «magicamente » designer, architetto, urbanista, pittore, viaggiatore, fotografo. La sua non è stata però solo una ricerca di forme (in bilico fra Razionalismo, Arte Concreta, Spazialismo, Pop) ma anche etica ed esistenz iale: «Se qualcosa ci salverà - è la sua filosofia - sarà la bellezza».
C'è poi quella curiosità che anima i suoi progetti al pari di tutti i suoi lavori. Forse proprio per questo Vorrei sapere perché è anche il titolo della mostra che lo celebrerà a Trieste, nel Salone degli Incanti dell'ex Pescheria dal 6 dicembre al 2 marzo del 2008. Quella stessa curiosità testimoniata dai due lunghi viaggi «emblematici » compiuti assieme all'allora moglie Fernanda Pivano: in India (da qui nascerà la collezione Bharata del 1988) e negli Stati Uniti (dove entrerà in contatto con gli scrittori della Beat Generation).
(...)
Dunque, un po' mago e un po' rivoluzionario. In anticipo sugli anni della contestazione, Sottsass ha trasformato il design in uno strumento di critica sociale. Deluso da un'industria sempre più vorace, egli ha, prima degli altri, programmato «l'unione delle avanguardie con l'idea di un design rasserenante», sostenendo un consumismo alternativo a quello imposto dalla pubblicità.
Per lui tutto ruota comunque «attorno all'uomo »: una creatività e una progettazione «antropocentrica » (la Casa Wolf, la Casa degli Uccelli) sempre tesa a stabilire un contatto tra la natura e la costruzione. Insomma, un maestro dalla creatività straordinaria e ironica, una creativa «rivoluzionaria » e molto «umana» che riesce ancora oggi a stupirci. Un vero «mago », insomma.

 
 
 

 

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