Renzo Piano, che oggi compie settant'anni, è un uomo fortunato: ha sempre amato il mestiere che fa. Difficile elencare le sue tappe, i suoi successi, da quando disegnò il padiglione della XIV Triennale (1966), il padiglione italiano a Osaka (1969), e con l'inglese Richard Rogers il famoso e controverso Beaubourg di Parigi (primi anni Settanta), fino alla sede del New York Times, completata in questi giorni, alla Torre di Londra, uno degli edifici più alti del mondo, passando per gli aeroporti costruiti in Giappone e altrove, per la ricostruzione di Potsdamer Platz a Berlino; e tante altre cose. Alla domanda scontata del giornalista in un giorno di compleanno, fra tanti successi ne ricorda qualcuno più memorabile, più elettrizzante, risponde: «Sai, nella vita di un architetto ci sono momenti elettrizzanti ogni settimana. Vai in giro per il mondo e trovi ogni giorno un problema da risolvere, trovi una sfida». Aggiunge, dopo un attimo di riflessione: «Forse, accade lo stesso ai voi giornalisti».
Adesso, nella fase conclusiva della carriera, Renzo Piano, architetto genovese, torna a Genova: una città da cui, emotivamente, non si è mai staccato. «Genova - dice - la lasci a diciotto anni e ci torni a sessanta. Quando hai diciotto anni, con tutto quel mare davanti a te, ti viene voglia di andare a vedere che cosa c'è dall'altra parte. Poi viene il giorno in cui si torna alle origini». Non saprei dargli torto: sono genovese anch'io. Lui definisce Genova «una città intensa, pur nei suoi silenzi; una città che riflette il nostro carattere, che ha contribuito a farci come siamo». Ma il suo ritorno non è solo un fatto sentimentale. In questi ultimi anni ha disegnato, e donato alla città, quello che è stato chiamato "un affresco": un progetto che, senza alterare il carattere della città, vuol farne una città diversa, con un nuovo aeroporto sul mare, con un porto più grande ancora, più fervido di attività. Già a lui si deve il recupero, nel 1992, del porto antico, che più non serviva per il movimento delle merci, e che ora è diventato, con l'acquario e il museo, con le sale del cinema, col vecchio magazzino del cotone che adesso ospita i congressi, con la pista del pattinaggio e coi ristoranti, il nuovo luogo di incontro dei genovesi.
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Sul Venerdì in edicola oggi con Repubblica, un ampio servizio celebra i settant'anni di Renzo Piano, che, tra l'altro, rievoca ironicamente il curioso rapporto con un insegnante che lo considerava "un deficiente". Il settimanale intervista anche Richard Rogers, altro peso massimo dell'architettura, che condivide con Piano la progettazione del Centre Pompidou di Parigi, inaugurato esattamente trent'anni fa, nel 1977.