A segnalare nella borgata di Mondello l' esistenza di una antica tonnara, di impianto documentato sin dal 1455, resta oggi soltanto la torre di avvistamento coronata di mensoloni e una poderosa bitta lapidea nella cantoniera di una strada, solcata dalle cime che tiravano a secco "vasceddi" e "muciare", i neri vascelli dei tonnaroti. (...)
Finalmente la torre, da anni chiusa e abbandonata, è stata liberata dalle superfetazioni abusive, peraltro sanate, ripulita, restaurata, recuperati gli spazi propri e quelli adiacenti per essere rimessi in un circuito virtuoso di attività turistico-culturali, di certo sulla scorta di quanto suggerito venti anni fa. L' iniziativa è privata, come privata è la proprietà della torre e di alcuni edifici residuali anch' essi restaurati, frutto della tenacia di un gruppo di mondellani costituitisi nell' associazione non per caso denominata "Ajamola", uno dei canti con cui i tonnaroti ritmavano la pesca. L'associazione ottiene dal proprietario, barone Vincenzo Colonna Romano, la concessione dell' uso della torre per nove anni in cambio dei lavori di restauro, durati un anno e costati circa centomila euro di fondi privati; progettisti di mano leggera l' ingegnere Angelo Agnello e l' architetto Domenico Di Giuseppe dello studio Progettisti associati, con la supervisione della Soprintendenza ai Beni culturali che ha in programma di apporre al "monumento" il vincolo storico-artistico. (...)