ArchiWorld Network

Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

 
  Documenti LLPP e Protezione Civile , Il futuro a Punta della Dogana  

Il futuro a Punta della Dogana

 

A Venezia Tadao Ando presenta il progetto del centro di arte contemporanea

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
21-09-2007
 
Autore:
Sara D'Ascenzo
 
 
Un «vascello di pietra» per andare da una parte all'altra della riva, dall'arte contemporanea all'arte del futuro, da Palazzo Grassi a Punta della Dogana. Meno di due anni di lavori, venti milioni di euro di spesa, 140 opere che cambieranno ogni anno, magari anche meno, un complesso da 4.290 metri quadri, per un museo che dovrebbe fare di Venezia uno dei centri di riferimento dell'arte contemporanea nel panorama internazionale. Da ieri, con la presentazione del progetto di restauro affidato all'architetto giapponese Tadao Ando, il Centro d'Arte Contemporanea di Punta della Dogana entra ufficialmente nel libro dei sogni (quasi) realizzati di François Pinault, il magnate bretone del lusso che l'anno scorso è sbarcato in laguna con il nuovo Palazzo Grassi e che ha scelto Venezia come «casa » della sua collezione d'arte contemporanea fatta di oltre 2.500 pezzi. «Faremo ogni sforzo per aprire a giugno del 2009 - ha spiegato ieri Pinault parlando dalla sala che diventerà il cuore di Punta della Dogana - in coincidenza con la prossima Biennale. Sarà un luogo d'eccellenza per l'arte contemporanea, per la mia collezione è una grande occasione». Un'occasione nel segno del cemento. Sarà infatti un cubo di cemento il segno stilistico che Ando ha scelto per «distinguere» il suo lavoro a Punta della Dogana. «Ho pensato che dovevo creare un nuovo spazio - ha spiegato l'architetto - e dunque nella sala del piano terra lo spazio avrà pareti di cemento armato, il materiale che rappresenta il XX secolo». Gli elementi in cemento saranno due: oltre al cubo, che sarà costruito all'esterno e montato successivamente a Punta della Dogana, all'ingresso del nuovo museo una parete indirizzerà la visita del pubblico attraverso le opere della collezione permanente di Pinault. Per il resto, il restauro di Ando sarà conservativo: all'interno lo spazio ritroverà l'andamento orizzontale che aveva un tempo, quando alla Dogana le merci arrivavano da una parte della laguna per uscire, stoccate, dall'altra, mentre all'esterno nulla dirà che c'è stato un intervento, se non l'inserimento di nuove porte e nuove finestre in vetro e ferro, una citazione dell'architetto giapponese di uno dei suoi punti di riferimento: Carlo Scarpa.
(...)
 
 
 

 

e-mail AWN

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  • Segnala questa pagina su Delicious
  • Impossibile Trovare il Template con Nome NEWS