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  Voci dal territorio. Gli Ordini degli architetti: parla Sergio Roccheggiani , Il nuovo Codice dei Lavori pubblici  

Il nuovo Codice dei Lavori pubblici

 

Massimo Gallione, vicepresidente del CNAPPC, illustra i principali aspetti oggettivi della nuova procedura dell'appalto integrato

Testata:
Il Giornale dell'Architettura
 
Data:
25-09-2007
 
Autore:
Massimo Gallione
 
 
Sugli aspetti «oggettivi» del nuovo Codice si possono evidenziare alcuni elementi di rilievo. Il primo è che il Codice viene assunto dalla nostra legislazione in attuazione della direttiva europea 2004/18 che, a sua volta, sostituiva la precedente direttiva UE 92/50 adattando e introducendo molte procedure regolatrici del mercato dei Llpp, degli
affidamenti di servizi e di forniture. La nuova direttiva (2004/18) migliorava la precedente introducendo, tra l'altro, un affinamento della procedura concorsuale e un'innovativa definizione della progettazione intesa come prestazione intellettuale. Tali aspetti positivi furono introdotti, anche con il nostro contributo, tramite il Forum delle politiche europee sull'architettura, che vedeva riuniti intorno a un unico tavolo le amministrazioni statali e le organizzazioni nazionali degli architetti dei paesi membri. Il Forum intervenne con alcuni importanti emendamenti alla direttiva.
Un secondo elemento di rilievo riguarda la diversa sensibilità manifestata dal Ministero delle Infrastrutture nei confronti di questi argomenti, nella stesura del testo del Codice italiano, nello spirito della direttiva e nel parere espresso dal parlamento italiano. Si noti che sui principali argomenti le Commissioni Llpp di Camera e Senato hanno sempre, sia nella passata legislatura sia in quella attuale, riconosciuta e fatta propria la sostanza degli emendamenti specifici che presentavamo, per migliorare e adeguare il testo del Codice ai principi di cui sopra.
(...)

Le prime valutazioni
Come il Codice affronta le criticità del mercato nazionale Sin dalla prima stesura del nuovo Codice, il Consiglio nazionale è sempre stato contrario all'acritica adozione della procedura dell'appalto integrato per tutti i tipi di lavori, indipendentemente da importanza e complessità. La fortissima limitazione dell'autonomia intellettuale del progettista,
«assunto» dall'impresa, o la scelta di metodologie costruttive adeguate alle esigenze economiche del costruttore sono solo alcune delle conseguenze.
Non ne avrebbe beneficiato inoltre la pubblica amministrazione che, al contrario, nella sua cronica inadeguatezza di strumenti programmatori e di controllo, sarebbe stata spinta ad affidare all'impresa la gestione di sue specifiche e delicate responsabilità.
(...)
 
 
 

 

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