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Duranti: «Questa città non ha grandi ambizioni»

 

Gasparotto e Lucchese: impari da Lione e Lucerna. Micheli: «Rischia di diventare un museo»

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
25-09-2007
 
Autore:
Riccardo Mauroner
 
 
Lentamente, lungo i dieci metafisici e intercambiabili padiglioni espositivi, calano sbattendo i sipari e declinano avvolgendosi i fili e le luci che hanno illuminato per cinque giorni la ventiduesima edizione di «Abitare il tempo». Nel malinconico spaesamento di una mostra che si chiude e che ogni anno si disperde con i suoi talenti e le sue idee verso nuove città e officine, escono come dal buio di fine spettacolo le proposte confidenziali di alcuni architetti affezionati all'evento scaligero che si sono offerti di suggerire idee per ridisegnare e ripensare l'arredo urbano e artistico di Verona.
«Come tutte le città d'arte di successiva stratificazione - spiega l'architetto Simone Micheli - Verona deve essere considerata come un foglio di carta dove continuamente si scrivono storie diverse, altrimenti si corre il rischio si irretirla in una città museo ad uso del turismo stagionale, il che non avrebbe senso. La vedrei come un laboratorio che, nel rispetto del passato, si offre alla contaminazione creativa di espressività, di funzionalità e di ideologie». (...)
Più critico appare il giudizio dell'architetto milanese, che pone al centro della questione la qualità degli interventi: «Lavorare su una città come Verona non è uno scherzo. Non può l'arredo urbano, dei giardini e dell'illuminazione essere lasciato in balia di singoli concorsi come se si trattasse di problemi isolati e diversi. Occorre una cultura della multidisciplinarietà che sappia coniugare in modo organico e creativo i diversi aspetti e volti della città. Serve un unico e grande progetto, non piccoli interventi o frammenti di progettini che si disperdono ancor prima della loro realizzazione. In questo senso Verona sembra una città senza grandi ambizioni».
La reinvenzione e valorizzazione di luci ed acque è, per e la sfida estetica che la città dell'Adige dovrà giocarsi nei prossimi anni.
(...)
 
 
 

 

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