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  Manifestazione: "EDILPRO - Edilizia Design Energia" - Galatina , I loft  

I loft

 

Gli architetti: sono l'emblema della trasformazione urbanistica della metropoli ma bisogna evitare gli errori dei sottotetti

Testata:
Avvenire
 
Data:
23-09-2007
 
Autore:
Viviana Daloiso
 
 
Si chiamano loft: spazi domestici alternativi, solitamente realizzati all'interno di ex zone industriali riqualificate, caratterizzati da un unico ambiente abitativo. Niente numeri, o statistiche, per dire quanti ne esistano a Milano, che mercato abbiano. Eppure basta un clic su internet, un'occhiata sulle riviste immobiliari, due passi davanti alle università: i loft sono sulla bocca di tutti, vanno di moda. E si trovano, dappertutto: nelle vecchie casette su due piani che costellano zona Lambrate, nei cortili nascosti sui Navigli, nelle nuove costruzioni alla periferia della città. Una prolificazione problematica, che da qualche mese è al centro di un dibattito "sotterraneo" tra addetti ai lavori e istituzioni.
Da una parte Palazzo Marino, che da tempo si misura con l'ambiguità urbanistica del fenomeno: i loft vengono accatastati come C3, ovvero come laboratori, e così vengono acquistati a un prezzo inferiore rispetto agli immobili a uso residenziale, facendo la fortuna dei costruttori (che risparmiano sugli oneri di urbanizzazione, e spesso su quelli di bonifica del territorio) e la gioia di chi li acquista (a un prezzo più basso, solitamente tra i 2.500 e i 3.500 euro al metro quadro). Proprio per porre rimedio a queste pratiche, tra l'altro, lo scorso luglio l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli, nella presentazione della bozza per il nuovo regolamento edilizio ha annunciato cambiamenti radicali: primo fra tutti, l'inserimento dei loft tra le destinazioni d'uso, «un espediente - spiega - che impedirà ai costruttori malintenzionati le furbate del passato».
Sull'altro fronte, il mondo dell'architettura e del design, che negli spazi di recupero industriale e in particolare nei loft vede il territorio privilegiato della trasformazione urbanistica di Milano. Tanto che in Bovisa, nella nuova futuristica sede del Politecnico, da qualche anno gruppi interi di ricercatori lavorano allo studio dei loft come nuove dimensioni dell'abitare in città: «Quello dei loft è un fenomeno che va interpretato come un tutt'uno con lo sviluppo urbanistico di Milano negli ultimi dieci anni - spiega a questo proposito Laura Camocini, ricercatrice del Politecnico -. Alla radice di entrambi sta il concetto di "confusione", non necessariamente negativo, per cui in città i contenitori del vivere (case, palazzi, industrie, capannoni) non dicono più quello che c'è dentro. È lì, dentro, di nascosto, che sono nati i loft: aree protette, dove potesse essere sfogata la creatività, nel progettare come nell'abitare, che altrove non aveva valvole di sfogo». (...)

Un villaggio per giovani e anziani
Loft, là dove sorgeva una fabbrica di tappi: l'Urban Village Bovisa 01 è nato così, come tanti progetti di riqualificazione urbana in corso a Milano. Eccezion fatta per i ventidue nuclei familiari che hanno deciso di abitarla, dalle giovani coppie in cerca della prima casa agli anziani rimasti soli, in appartamenti troppo grandi e onerosi. Che, da sei mesi a questa parte si incontrano due o tre sere la settimana per discutere di come dovrà essere, il loro villaggio: servizi in comune come magazzino per la spesa e lavanderia, posti auto quanti ne bastano perché tutti facciano un uso ragionevole dell'automobile, pannelli solari e impianti di riscaldamento a risparmio energetico, perché no una piscina o un micronido. Niente di strano per Ilaria Marelli, architetto, docente di Disegno industriale al Politecnico e promotore dell'Urban Village, che ha importato il progetto dagli Stati Uniti dopo un'esperienza di ricerca su realtà analoghe: «L'idea era quella di creare per la prima volta uno spazio in cui spontaneamente e reciprocamente - spiega - si formassero quelle relazioni che troppo spesso mancano in una metropoli come la nostra». (...)

 
 
 

 

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