In principio fu l'insegna. Segnalava un luogo pubblico, dove incontrarsi e socializzare: simboli, richiami materiali, prima rozzi (se ne vedono nelle comunità etrusche), poi sempre più elaborati, sempre più fantasiosi, e quindi artistici. La grande svolta avvenne quando si volle far conoscere un prodotto, o render noto un evento: nacque così la pubblicità, modo di pubblicizzare, rendere pubblico, un «qualcosa ». Non si citava più - per fare un esemp io - l'osteria scespiriana (insegna: Testa di cinghiale) ma la qualità dell'offerta della stessa bottega (pubblicità:
Scegliete il cinghiale Bianconi). La crescita del commercio e la concorrenza spingevano i produttori-imprenditori a realizzare messaggi pubblicitari sempre più belli e persuasivi. Ora il Mart di Rovereto offre, a partire dal 13 ottobre, una mostra dedicata a Deperopubblicitario, ovvero a quel genio della pittura e del design che fu Fortunato Depero, morto nel 1960 e rappresentante preclaro del movimentismo novecentesco. Depero forse ha chiuso il ciclo della pubblicità creativa, d'autore: oggi tutto è diventato fotografico, anzi cinematografico, molto realistico, i richiami sono più diretti, super riconoscibili. Ma di gran parte della pubblicità di questi ultimi decenni resterà poco o nulla, mentre di Depero, e dei suoi predecessori, si parlerà per l'eternità.
Facciamo un po' di storia, un viaggio a ritroso che ci porta ai grandi momenti della scoperta del manifesto come opera d'arte. Più di un secolo fa, periodo di pace e di speranze, che cosa avremmo potuto vedere? Il personaggio che è più noto, sul piano del manifesto pubblicitario, è senza dubbio Henri de Toulouse-Lautrec, uno dei più grandi artisti francesi della seconda metà dell'Ottocento.
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Interprete del vero, Lautrec sta agli antipodi di Depero, che fu inventore di nuovi esseri, di meccaniche futuriste, di provocazioni grafiche.
Ma qualcosa univa i due artisti, il gusto di essere e di scoprire l'altra faccia dell'esistenza, buona o cattiva non importa, sempre legata all'originalità.
La mostra Deperopubblicitario. Dall'auto- réclame all'architettura pubblicitaria, a cura di Gabriella Belli e Beatrice Avanzi, sarà inaugurata il 13 ottobre e resterà aperta fino al 3 febbraio. «L'auto-réclame non è vana, inutile e esagerata espressione di megalomania, ma bensì indispensabile necessità per far conoscere rapidamente al pubblico le proprie idee e creazioni», diceva l'artista. Fortunato Depero reclamizza come primo prodotto Fortunato Depero, e a questo importante aspetto del suo lavoro è dedicata la prima sezione della mostra. Sono le auto-rèclame appunto: carte da lettere, pubblicazioni e curiosi cartelli da apporre all'ingresso delle sale dove si tenevano le esposizioni, come quelli eseguiti per la «Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero », l'officina per produrre arazzi e giocattoli, fondata a Rovereto nel 1919.
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