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  Iniziativa: "Spazio agli spazi" - Forlì , Fortunato Depero, l'ultimo dei creativi  

Fortunato Depero, l'ultimo dei creativi

 

Al Mart la parabola pubblicitaria del grande maestro futurista

Testata:
Corriere Alto Adige
 
Data:
30-09-2007
 
Autore:
Mario Pasi
 
 
In principio fu l'insegna. Segnalava un luogo pubblico, dove incontrarsi e socializzare: simboli, richiami materiali, prima rozzi (se ne vedono nelle comunità etrusche), poi sempre più elaborati, sempre più fantasiosi, e quindi artistici. La grande svolta avvenne quando si volle far conoscere un prodotto, o render noto un evento: nacque così la pubblicità, modo di pubblicizzare, rendere pubblico, un «qualcosa ». Non si citava più - per fare un esemp io - l'osteria scespiriana (insegna: Testa di cinghiale) ma la qualità dell'offerta della stessa bottega (pubblicità:
Scegliete il cinghiale Bianconi). La crescita del commercio e la concorrenza spingevano i produttori-imprenditori a realizzare messaggi pubblicitari sempre più belli e persuasivi. Ora il Mart di Rovereto offre, a partire dal 13 ottobre, una mostra dedicata a Deperopubblicitario, ovvero a quel genio della pittura e del design che fu Fortunato Depero, morto nel 1960 e rappresentante preclaro del movimentismo novecentesco. Depero forse ha chiuso il ciclo della pubblicità creativa, d'autore: oggi tutto è diventato fotografico, anzi cinematografico, molto realistico, i richiami sono più diretti, super riconoscibili. Ma di gran parte della pubblicità di questi ultimi decenni resterà poco o nulla, mentre di Depero, e dei suoi predecessori, si parlerà per l'eternità.
Facciamo un po' di storia, un viaggio a ritroso che ci porta ai grandi momenti della scoperta del manifesto come opera d'arte. Più di un secolo fa, periodo di pace e di speranze, che cosa avremmo potuto vedere? Il personaggio che è più noto, sul piano del manifesto pubblicitario, è senza dubbio Henri de Toulouse-Lautrec, uno dei più grandi artisti francesi della seconda metà dell'Ottocento.
(...)
Interprete del vero, Lautrec sta agli antipodi di Depero, che fu inventore di nuovi esseri, di meccaniche futuriste, di provocazioni grafiche.
Ma qualcosa univa i due artisti, il gusto di essere e di scoprire l'altra faccia dell'esistenza, buona o cattiva non importa, sempre legata all'originalità.
La mostra Deperopubblicitario. Dall'auto- réclame all'architettura pubblicitaria, a cura di Gabriella Belli e Beatrice Avanzi, sarà inaugurata il 13 ottobre e resterà aperta fino al 3 febbraio. «L'auto-réclame non è vana, inutile e esagerata espressione di megalomania, ma bensì indispensabile necessità per far conoscere rapidamente al pubblico le proprie idee e creazioni», diceva l'artista. Fortunato Depero reclamizza come primo prodotto Fortunato Depero, e a questo importante aspetto del suo lavoro è dedicata la prima sezione della mostra. Sono le auto-rèclame appunto: carte da lettere, pubblicazioni e curiosi cartelli da apporre all'ingresso delle sale dove si tenevano le esposizioni, come quelli eseguiti per la «Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero », l'officina per produrre arazzi e giocattoli, fondata a Rovereto nel 1919.
(...)
 
 
 

 

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