Mentre amministrazioni, grandi investitori e media sbandierano un rinnovato interesse per l'architettura soprattutto attraverso landmark verticali che ridefiniscono e stravolgono lo skyline urbano, si alza la voce di chi richiama l'attenzione sulla vita negli spazi a quota zero. Un invito rivolto soprattutto a quei Comuni piccoli e medi, che non riescono a investire in grandi trasformazioni urbane, e che per rinnovarsi possono partire proprio dalla rigenerazione degli spazi pubblici. «Malgrado la fortissima attrazione di altre inedite centralità periferiche, come centri commerciali, spazi dell'intrattenimento di massa, i nodi di maggior accessibilità attrezzata - dice Franco Mancuso, docente di Progettazione urbanistica alla facoltà di Architettura di Venezia - le piazze sembrano essere ancora i luoghi nei quali vecchi e nuovi abitanti delle città ritrovano e riaffermano la loro identità sociale e comunitaria». Se ben posizionate entro un tessuto denso della città, se ben disegnate, attraenti, accessibili, ben gestite, ben illuminate, le piazze mantengono un ruolo prioritario per la qualità della vita urbana. (...)
Questo studio è oggetto della pubblicazione "La Piazza, un patrimonio europeo. Uno stato dei luoghi in cinque Paesi", pubblicato nel 2007 dalla Maison des Sciences de l'Homme, e di una mostra "Piazze d'Europa, piazze per l'Europa", inaugurata nei giorni scorsi, contemporaneamente in diverse città europee.
http://www.msh-paris.fr/
La mostra e il Convegno «The Square, a European Heritage / La Place, un Patrimoine Européen» si sono tenuti all'Università IUAV di Venezia, Chiostro dei Tolentini, dal 13 settembre al 28 settembre 2007.