Anche il governo appoggia la proposta di dare il riconoscimento alle associazioni di professionisti senza albo con la direttiva qualifiche. Ma vincolato alla riforma delle professioni per la definizione dei criteri utili ai fini dell'ottenimento del bollino blu. Il parere dell'esecutivo, esposto ieri dal sottosegretario alla giustizia, Luigi Scotti, alle commissioni riunite giustizia e attività produttive della camera, dove si è discusso di riforma delle professioni e direttiva qualifiche, non lascia infatti adito a dubbi: il dlgs di recepimento della direttiva 2005/36/Ce deve fare riferimento alle sole associazioni già riconosciute. Quelle che saranno inserite nella riforma delle professioni, quindi, accederanno automaticamente alle piattaforme. Questo quanto riferito da uno dei due relatori, Giuseppe Chicchi (attività produttive). Che, con Pierluigi Mantini (giustizia), presenterà martedì prossimo in parlamento il parere sul decreto di recepimento che verrà votato il giorno successivo. «Il sottosegretario Scotti», ha dichiarato Chicchi, «ha sottolineato la necessità della conoscenza della lingua italiana che, per i professionisti che vengono dall'estero, va valutata a fondo, con eventuali interventi formativi. Altrimenti l'asimmetria informativa del rapporto cliente-professionista si aggrava maggiormente». «Poi», ha continuato il relatore , «Scotti ha richiamato l'importanza del ruolo dello stato nel riconoscimento delle associazioni. E sottolineato l'orientamento di fare riferimento, nella direttiva qualifiche, alle sole associazioni già riconosciute». Confermata anche dal governo, quindi, la linea che stanno seguendo Mantini e Chicchi (si veda ItaliaOggi di ieri). Non si fida, però, l'opposizione. Per questo Maria Grazia Siliquini, responsabile dell'Ufficio libere professioni di Alleanza Nazionale, ha presentato in Parlamento due documenti: uno sulla direttiva qualifiche e uno sulla riforma delle professioni. Nel primo (per il secondo si veda box) la parlamentare di An punta il dito contro l'articolo 25 (quello sulle piattaforme), che coinvolge anche le associazioni non regolamentate. «La soluzione», ha spiegato Siliquini, «è che venga stralciato il punto 3, dove ci sono i criteri per il riconoscimento, e che al punto 1 venga scritto che possono partecipare ai tavoli europei solo le associazioni riconosciute dalla legge italiana. Spero di aver convinto i relatori, che proporranno il parere, a non fare un gran pasticcio».
La prossima settimana il ddl rivisitato
Si è conclusa la prima fase dei lavori del comitato ristretto sulla riforma delle professioni. Ieri alla camera, infatti, i relatori di maggioranza, Giuseppe Chicchi e Pierluigi Mantini, hanno ricevuto mandato per procedere alla stesura del testo. Che verrà presentato alla fine della prossima settimana. «Abbiamo acquisito i pareri sui 14 punti proposti», ha dichiarato Chicchi, «e settimana prossima presenteremo un testo che comprenderà le osservazioni fin qui ricevute dal comitato ristretto». Tra queste, quella di Maria Grazia Siliquini, responsabile delle professioni per An. Che ha depositato formalmente un documento, suddiviso in 15 punti, con le osservazioni sulla proposta Mantini-Chicchi. (...)