I rapporti tra il pensiero progettuale e l' immaginario della fantascienza, le ricerche e le sperimentazioni sullo spazio in architettura, pittura, design e artigianato metropolitano. E per cornice il tema dell' eccentricità nella storia culturale torinese, molto caro al curatore Enzo Biffi Gentili. Sono queste le linee guida della mostra «Astronave Torino. Turin spaceship company» che si inaugura stasera (dalle 18 alle 24) al Miaao, il Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, nel complesso di San Filippo in via Maria Vittoria. Una mostra che lancia il progetto «Afterville», rassegna di manifestazioni promosse dall' Ordine Architetti di Torino e collegate al Congresso Mondiale degli Architetti del giugno 2008. «L' elemento che accomuna tutti gli eventi in programma è la città futura come ci viene proposta dal cinema, dalla tv, dalla letteratura, dalle videoclip degli artisti - dice il presidente dell' Ordine degli Architetti torinese Riccardo Bedrone - Ci si chiederà, analizzando vari punti di vista, se quella che ci aspetta nei prossimi decenni è la città invivibile di Blade Runner o qualcosa di meglio. Su questo verterà anche un video con la scenografia di Richard Burdett, il curatore dell' ultima Biennale di Architettura a Venezia, attento al tema della megalopoli e delle grandi concentrazioni urbane». Tra gli altri appuntamenti, da realizzarsi da aprile in poi in una sorta di marcia di avvicinamento al Congresso, un' esposizione dedicata a dieci città del futuro che si vorrebbe allestire in altrettante stazioni della Metropolitana. E poi proiezioni al Museo del Cinema, un' altra mostra e un ciclo di conferenze. Anche «Astronave Torino», che apre domani al pubblico, è un viaggio intorno al tema della città futura o meglio della post-città, attraverso la ricostruzione di momenti inediti o rimossi di creatività urbana. Quattro le tappe che si snodano in un arco di tempo dagli anni Cinquanta e Sessanta del XX agli inizi del XXI secolo. Ci sono intanto l' «architettura nucleare» e l' «urbanistica spaziale» di Enzo Venturelli, architetto espressionista autore di opere spesso trascurate. Come il Rettilario al Parco Michelotti, insignita nel 2006 dall' Ordine Architetti del premio «Architetture Rivelate», costruzione utopica che, come scrive Enzo Biffi Gentili, «si inserisce in una specifica tradizione progettuale subalpina di visionari e irregolari come Alessando Antonelli, Carlo Mollino, Toni Cordero e Leonardo Mosso». Di Mosso è esposta in mostra la maquette della «Città programmata autogestibile» del 1968.
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