Progetto, qualità, appalto integrato. L'In-arch chiede che le amministrazioni pubbliche agiscano in regime di qualità, senza ritenere l'appalto integrato un ostacolo né un nemico della qualità. Affinché sia stabilito un rapporto più organico tra progetto ed esecuzione e sia garantita l'unità del processo progettuale, dall'ideazione alla costruzione, è necessario contare su un progettista che sia in grado di guidare con coerenza la complessità delle fasi di elaborazione, sviluppo e realizzazione progettuale; che diventi «responsabile unico del progetto»; garantendo la compatibilità fra le scelte effettuate durante il processo, poiché la progettazione e la costruzione non sono momenti conflittuali.
Devono di conseguenza essere prodotti modelli procedimentali, che facciano crescere la cultura professionale e promuovano processi industriali innovativi.
Devono inoltre essere sperimentate formule innovative di appalto integrato, in cui la proposta progettuale esecutiva, presentata dall'impresa, sia valutata e confrontata, come unico sistema di selezione; attraverso un sistema di dialogo competitivo, già previsto dalle direttive europee e realizzato con commissioni esaminatrici sempre presiedute dal progettista, a garanzia della coerenza e della qualità della proposta dell'impresa.
Si potrebbe così superare la logica dell'appalto al massimo ribasso, che è la negazione della qualità del costruito.
Allo stesso tempo occorre sviluppare forme di appalto concorso o di appalto integrato, con presentazione di progetto definitivo, in cui il confronto concorrenziale avvenga su progetti elaborati sulla base di documenti di programma e non di progetti preliminari.
Per l'In-arch, infine, è fondamentale garantire il controllo da parte del progettista della fase di costruzione dell'opera, definendone ruolo e competenze e inserendo tale figura a pieno titolo nell'ufficio di direzione lavori.
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