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Reggia senza barriere

 

Quattro dislivelli ostacolavano il passaggio e ora non esistono più

Testata:
La Stampa
 
Data:
10-10-2007
 
Autore:
Maurizio Lupo
 
 
La Reggia di Venaria conosce i problemi di chi ha patito gravi menomazioni. Ha sopportato sfregi da guerre e uomini. Solo ora è riuscita ad armonizzare la «cesura» storica che per secoli ne ha segnato con un taglio la facciata. E' frutto della sovrapposizione delle architetture di Garove su quelle di Castellamonte.
Il degrado l'aveva resa sgradevole, come una ferita purulenta. E' stata medicata e ricomposta dal Soprintendente Francesco Pernice, che ha ripristinato il secentesco intonaco a marmorino e l'ha ricucito ad arte con l'apparato a mattone caro a Garove.
L'intervento, d'alta chirurgia architettonica, «attenta alla diversità», ha dato risalto al carattere del complesso, che pari attenzione ha ricevuto per rimodellare i percorsi interni, al fine di renderli fruibili a tutti, anche ai disabili.
«Pernice e Alberto Vanelli, regista dei cantieri della residenza, hanno creato la prima Reggia d'Europa senza barriere architettoniche» assicura Paolo Osiride Ferrero, presidente a Torino della «Consulta per le persone in difficoltà». Ha collaudato il percorso di visita e i mezzi messi a disposizione gratuitamente dei disabili, previa prenotazione. Sono tre «elettroscooter», posti all'ingresso dei giardini e due vetture del tipo usato sui campi da golf, con sedile anche per un accompagnatore.
«C'erano quattro dislivelli da superare per entrare nella chiesa di San Uberto e nella Reggia, ora non ci sono più». Nota Ferrero. Pernice ha fatto ripavimentare l'esedra che introduce alla residenza, in piazza della Repubblica. Ora il plateatico è ha livello dell'ingresso della dimora.
(...)
 
 
 

 

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