E a Milano le lattine diventano bicicletteDal riciclo dei materiali più disparati, come plastica, lana o gomma, nascono computer e oggetti di design
Testata:
L'espresso
Data:
12-10-2007
Autore:
Daniele Fanelli
Con 70 giornali si fa una cucina dal design accattivante. Con 3 lattine un paio di occhiali alla moda, e con 800 una bicicletta accessoriata. La lana dei materassi e la gomma dei pneumatici rivivono in un comodo divano, la plastica delle bottiglie in un computer. Con ciò che un tempo si buttava è possibile fare di tutto. Per convincersene, basta visitare Matrec, la mostra che, sia su Internet che dal vivo, alla Scuola Politecnica di Design di Milano, raccoglie centinaia di prodotti e materiali dalle caratteristiche più disparate, tutti rigorosamente ottenuti dagli scarti. È la nostra più grande vetrina del nuovo, grande business dei Rifiuti Zero. Anche in Italia ciò che un tempo era missione ambientalista oggi alimenta un mercato in rapidissima espansione, da conquistare a colpi di creatività e innovazione.
Matrec è un progetto di Marco Capellini, uno dei primi architetti in Italia a specializzarsi, dieci anni fa, nell'Ecodesign. Il suo studio, cioè, aiuta le aziende a sviluppare oggetti in materiale riciclato, e ne riorganizza i sistemi produttivi per ridurne l'impatto ambientale. Per esempio, rende più efficiente la catena di assemblaggio di un elettrodomestico. Oppure lo riprogetta in modo che le sue diverse componenti siano più facilmente riciclabili. Competenze, queste, di cui le maggiori aziende hanno sempre più bisogno. "Fino a qualche anno fa, l'attenzione per l'ambiente era solo una questione di scelta etica. Ma, con l'introduzione di leggi ambientali più restrittive, le imprese sono costrette a rivedere i loro prodotti. E spesso, dopo il nostro intervento, scoprono di averne ricavato anche dei benefici economici", spiega Capellini: "Il materiale riciclato è di solito considerato più scadente. Ma con il prezzo del petrolio in crescita diventa sempre più conveniente. Così, paradossalmente, oggi in Italia abbiamo aziende che utilizzano materiale riciclato e non lo dichiarano. E altre che addirittura lo comprano all'estero perché non ce n'è a sufficienza". (...) |
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