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  "da Confindustria non accettiamo lezioni di concorrenza e di libertà di impresa" , Ordini sul piede di guerra  

Ordini sul piede di guerra

 

È bagarre sul riconoscimento delle associazioni

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
13-10-2007
 
Autore:
Ignazio Marino
 
 
Dopo le liberalizzazioni di Pierluigi Bersani del 2006 il riconoscimento delle associazioni per mano del ministro Emma Bonino. Per gli ordini adesso è tutto chiaro: «A questo governo non interessa il dialogo con una componente sociale come le professioni». Ma il Cup ci tiene a precisare che non mollerà la difesa del sistema ordinistico. E invita, dopo aver annunciato il superamento del quorum per la proposta di legge di iniziativa popolare, i professionisti a continuare la raccolta delle firme. È quanto emerso durante l'assemblea del comitato unitario delle professioni, guidato da Raffaele Sirica, che si è tenuta ieri.
Le prossime iniziative del Cup.
È stata una riunione veloce quella di ieri. L'attacco agli ordini, per il Cup, è chiaro. Dato che quello proposto dai due relatori di maggioranza, Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi, è un «surrettizio riconoscimento delle Associazioni delle professioni non regolamentate». Pertanto il Comitato «denuncia tale riconoscimento come illegittimo in quanto esula dalla delega conferita al governo e anticipa un nodo importante della riforma, palesando la totale indisponibilità della maggioranza a costruire un percorso condiviso con tutti gli operatori del settore». Non solo. Il Cup aggiunge che la mancata previsione della definizione della nozione di professione, dei criteri del relativo percorso formativo e dei livelli di rappresentatività, oltre a configurare una impropria e illegittima delega in bianco al sistema associativo con la artificiale creazione di un mercato degli attestati di competenza che graverà dell'ennesimo balzello i lavoratori della conoscenza con pregiudizio dei cittadini sui quali peraltro, ricadrà sul costo finale per rilascio dei suddetti attestati privi della necessaria garanzia oggettiva. Pertanto è stato deciso di delegare il consiglio direttivo a porre in essere quanto necessario. In particolare «per richiamare l'attenzione del governo sui suddetti problemi e per promuovere le opportune azioni giudiziarie e nei confronti delle autorità di regolazione per la difesa della Costituzione e la tutela dei valori presidiati dall'ordinamento professionale».
La raccolta delle firme.
Durante l'incontro di ieri è stato fatto il punto anche sulla proposta di iniziativa popolare relativa alla riforma delle professioni. Il Comitato Promotore, nel comunicare di avere raggiunto il quorum, ha «preso atto dell'indisponibilità della maggioranza a realizzare la riforma, dialogando con la società civile». Pertanto, nell'invitare i cittadini a proseguire nella raccolta delle firme per conferire un maggior peso politico all'iniziativa, il comitato promotore guidato da Pietro De Paola ha comunicato che, «ove non venga ripristinata la legalità, convocherà i suoi sostenitori per proporre che le firme raccolte vengano, quale forma di protesta civile, simbolicamente depositate in piazza del Parlamento per informare i cittadini del rifiuto di ogni dialogo da parte della maggioranza».

 
 
 

 

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