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  Workshop Internazionale: "Simeto Landscape" - Catania , Boom edilizio e consumo del paesaggio  

Boom edilizio e consumo del paesaggio

 

Nell'Atlante Italiano della Darc la fotografia dei territori a più alto rischio di degrado

Testata:
Il Sole 24Ore Progetti e Concorsi
 
Data:
15-10-2007
 
Autore:
Mosè Ricci
 
 
I paesaggi italiani sono a rischio. Il nuovo Atlante Italiano «007_Rischiopaesaggio», promosso dalla Darc e in mostra al Maxxi di Roma dal 16 ottobre, ci costringe a ragionare su una condizione di emergenza di cui non abbiamo piena consapevolezza. Eppure il degrado e la progressiva svalutazione del patrimonio paesaggistico nazionale - dagli incendi, all'erosione delle coste, allo scioglimento dei ghiacciai - sono sotto gli occhi di tutti. E ancora più aggressivi degli agenti ambientali si stanno rivelando i comportamenti sociali, i processi di sviluppo economico e i nuovi stili di vita che continuamente realizzano i loro effetti sul paesaggio.
Viviamo una condizione ambigua della quale non vogliamo accorgerci. In astratto, siamo tutti per la difesa dell'integrità del BelPaese. Ne facciamo il manifesto dell'identità nazionale. Siamo consapevoli del grande valore economico del paesaggio italiano, come principale risorsa dell'economia del turismo, come riserva della produzione agricola eccellente, come moltiplicatore della qualità della vita. Nei fatti poi, pratichiamo stili di vita che continuamente alterano gli equilibri del sistema ambientale e paesaggistico. Cerchiamo di assicurare il nostro futuro investendo in beni immobiliari. Rivendichiamo la necessità di nuove grandi infrastrutture territoriali. Non solo tendiamo ad abitare i posti più belli e più attraenti turisticamente, ma per capitalizzare ormai costruiamo dovunque sia possibile e anche dove non lo è. Nello stesso momento in cui, a parole, rivendichiamo il valore del nostro paesaggio, lo aggrediamo con i nostri comportamenti economici e sociali. Abbiamo un'idea vaga di quanti milioni di metri cubi sono stati costruiti in Italia negli ultimi anni e di come tutto questo abbia trasformato e stia ancora cambiando il nostro paesaggio e le nostre città? I dati diffusi dal Cresme nel 2006 sulla febbre edilizia sono eloquenti. Stiamo vivendo il più straordinario boom del settore edilizio della storia del nostro Paese e incredibilmente nessuno ne parla in termini di offesa al patrimonio paesaggistico e di qualità delle trasformazioni. I valori delle case sono saliti vertiginosamente, come il numero delle compravendite e delle transazioni, quello delle agenzie immobiliari, degli studi di architettura e delle imprese di costruzione. Nel 2006 è stato realizzato in Italia un monte cubatura superiore ai 300 milioni di mc. Si tratta del settimo anno consecutivo in cui tale soglia viene superata e nelle previsioni lo sarà anche per quest'anno e probabilmente nel 2008. Dal '99 a oggi, complessivamente, sono stati realizzati in Italia 3 miliardi di mc. che equivalgono a circa 46 mc per abitante, oppure - se si calcola il territorio nazionale al netto delle superfici agricole e boschive protette - a un complesso edilizio di circa 700 appartamenti ogni kmq. Più della metà della linea costiera italiana è ormai occupata dalle costruzioni. Come possiamo pensare che tutti questi processi di sviluppo economico- insediativo non stiano consumando inesorabilmente gli stessi valori che li generano?
(...)
 
 
 

 

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