Tra i maggiori architetti e urbanisti
giapponesi viventi, Kisho Kurokawa è morto in un ospedale di Tokyo. Era
considerato uno dei più brillanti allievi di Kenzo Tange, l'autore di
quei progetti spettacolari e avveniristici che portavano nelle loro
strutture la lezione degli antichi maestri e i materiali di Le
Corbusier. Nel 1960 aderì al gruppo «Metabolismo», che era stato
fondato a Tokyo nel 1960, e nell'ambito del quale Kurokawa ideò quelle
unità residenziali prefabbricate che vennero chiamate capsule
architecture. Erano anni in cui l'esplosione demografica giapponese
imponeva la progettazione di case facilmente e rapidamente edificabili,
i cui elementi prefabbricati fossero prontamente assemblabili. Dieci
anni dopo, Kurokawa propose all'Expo di Osaka una struttura abitativa
costituita da un insieme di cellule omologhe, potenzialmente
estendibile. Sua è anche la Sony Tower di Osaka, con quella peculiare
forma a torre basata sulla struttura di un apparecchio a transistor.
Qui tutte le parti, funzionalmente coese, sono state progettate con
l'idea di indurre un «coinvolgimento strutturale» e, in effetti, si
passa da un piano all'altro avendo l'impressione di seguire il flusso
della corrente; le rampe della Sony Tower rimandano ai circuiti
elettrici, le porte alle resistenze e gli ambienti ai condensatori.
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