Il Velodromo non si tocca. Questo il grido dall'allarme del Comitato Salute Ambiente Eur che sul tema rappresenta le posizioni di tutti i comitati di zona. Circa un migliaio di persone, affezionate alla struttura progettata da Cesare Ligini per le Olimpiadi del 1960, si oppongono alla trasformazione in centro polifunzionale, la "Città dell'acqua, del benessere e del fitness" decisa dal Comune. A dar man forte ai cittadini arriva anche l'Osservatorio sul Moderno del Dipartimento di Architettura della Sapienza che presenta un progetto in difesa del centro. Dicono gli studiosi: «Il velodromo è un'opera unica nel suo genere e culturalmente importante per la città. Un importante esempio di "land art" come si dice nel linguaggio urbanistico». Il progetto, coordinato dalle professoresse Gaia Remiddi e Antonella Bonavita prevede di spostare il nuovo centro polifunzionale in uno spazio vuoto di proprietà pubblica, dall'altro lato di viale dell'Oceano Pacifico. (...)