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Qualifiche, si decide

 

Il governo a confronto sul recepimento della direttiva Ue

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
19-10-2007
 
Autore:
Ignazio Marino e Gabriele Ventura
 
 
Ore decisive per il futuro delle associazioni non regolamentate. È iniziato ieri sera e continuerà oggi il confronto al ministero delle politiche comunitarie per capire che cosa accogliere dei pareri di camera e senato sul decreto legislativo di recepimento della direttiva qualifiche. Quest'ultimo dovrebbe approdare in consiglio dei ministri il 23 ottobre. Da Montecitorio e da Palazzo Madama, però, indicazioni molto diverse fra loro. Nel primo caso, infatti, si vincola il parere positivo all'inserimento delle associazioni non regolamentate alle piattaforme internazionali per uniformare i profili professionali. Non solo. Le commissioni giustizia e attività produttive della camera prevedono tutto un processo per il riconoscimento con la conseguente possibilità di rilasciare attestati di competenza agli iscritti da parte dell'associazione. Al contrario, la commissione giustizia del senato, nel parere licenziato l'altro ieri, invece, «auspica una revisione della previsione, nel senso di limitare la partecipazione ai tavoli delle conferenze di servizi per la definizione di piattaforme comuni ai soli profili professionali già riconosciuti in Italia». Altrimenti, si legge nel parere, si «potrebbe configurare un eccesso di delega».
Al senato, quindi, hanno trovato terreno fertile le osservazioni degli ordini. Raffaele Sirica, presidente del Cup, infatti, aveva scritto solo qualche giorno fa al relatore Roberto Manzione denunciando il rischio di incostituzionalità del dlgs. Suggeriva con apposita lettera l'architetto campano che «la previsione di un registro pubblico» per le associazioni «non trova copertura nell'oggetto della delega». E per questo motivo il Cup, all'unanimità, è pronto anche a intraprendere azioni giudiziarie. Sulla stessa linea il Forum delle professioni intellettuali del Nord Italia, che si è riunito ieri per fare il punto sulla raccolta firme per il progetto di legge di iniziativa popolare. E dopo la lettera inviata l'altro ieri dal presidente del Cup di Torino, Amos Giardino, al capo dello stato per denunciare gli eccessi di delega contenuti nel dlgs, è pronto a nuove iniziative di concerto con il Cup nazionale. Di avviso contrario, invece, Assoprofessioni (30 associazioni non regolamentate). Che l'altro ieri ha scritto al premier Romano Prodi e al ministro per le politiche comunitarie, Emma Bonino, per appoggiare i suggerimenti della camera.

 
 
 
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