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Fuksas: Il waterfront? Per ora è un sogno

 
Testata:
Il Denaro
 
Data:
19-10-2007
 
Autore:
Eleonora Tedesco
 
 
Il porto di Napoli, una promessa lunga vent'anni che ancora non ha visto nessuno sviluppo concreto in termini di logistica e infrastrutture. A sostenerlo è uno dei maggiori esponenti dell'architettura italiana, Massimiliano Fuksas, a Napoli per ricevere il premio Cubo d'Oro, attribuitogli dalla Fondazione Annali dell'Architettura e delle Città. "Sono vent'anni", ha detto, "che si parla del rapporto di Napoli con il mare, ma ancora non si è fatto nulla". Ma l'architetto contesta in toto la politica italiana sulle infrastrutture che, invece, dovrebbe essere un'assoluta priorità, da affrontare anche a costo "d'indebitarsi con i cittadini, che quanto meno potrebbero usufruire di un reale servizio", così come accade in Francia.

Prendere l'alta velocità da Roma a Napoli e ritardare di ben mezz'ora, può succedere in Italia, ma non in Francia. Parlare di un progetto e pensare che sia già realtà, accade in Campania, ma non in Francia. (...)
"Il porto di Castellammare", per il quale l'architetto è stato autore del progetto, "in realtà funziona solo in parte" perché mancano delle importanti infrastrutture, così come sono vent'anni che si discute del rapporto tra Napoli e il suo mare, ma ancora non si è fatto nulla". Così come, in riferimento al ponte sullo stretto di Messina, aggiunge "dopo tutti i soldi che sono stati stanziati ero convinto che fosse già stato realizzato, e invece scopro che non è così".
Frasi eloquenti per dire che la prossima sfida per il nostro Paese, come già in Francia, sua patria d'adozione, è stato ben compreso, deve, necessariamente riguardare l'infrastrutturalizzazione. In merito propone anche un indebitamento dello Stato nei confronti dei cittadini, purché ciò porti alla costituzione di una rete d'infrastrutture che restituiscano il debito in termini di servizi e di sviluppo. L'architetto sottolinea anche come per Napoli sia di fondamentale importanza il potenziamento della rete metropolitana, per la quale ha dato il suo contributo lavorando al progetto della Stazione Duomo della linea 1 dove saranno esposti anche i resti di un tempio di epoca romana rinvenuto durante gli scavi.

 
 
 
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