Il Manifesto delle professioniDagli architetti, agli avvocati, ai periti mobilitazione per una legge di iniziativa popolare
Testata:
la Repubblica
Data:
20-10-2007
Autore:
Raffaele Niri
Il geologo parla con il veterinario, il notaio discute fitto fitto con l' infermiera, l' ostetrica col commercialista. Poi, un attimo dopo, ecco che l' agronomo si confronta con l' avvocato, il giornalista col geologo, il farmacista con l' architetto. Sembra uno di quei giochi da bambini - e tu cosa vuoi fare, da grande? - e invece sono gli Stati Generali delle Professioni: ventinove Ordini si sono dati appuntamento, ieri mattina, nella sede degli architetti in piazza della Vittoria, per sostenere il progetto di legge di iniziativa popolare per la riforma delle professioni intellettuali. «Qui non è una questione di destra o di sinistra - sottolinea l'architetto Domenico Podestà, consigliere nazionale dell' Ordine degli architetti - e qui non ci sono primi attori: è una proposta unitaria che si è resa necessaria perché i differenti governi che si sono succeduti non sono mai riusciti a varare una riforma di legge delle professioni. Il Cup, comitato unitario professioni, che raccoglie tutte le categorie intellettuali, sblocca questa situazione di stallo, presentando una unica proposta che tutte le raccoglie». Si potrebbe dire: professionisti di tutto il mondo, unitevi. Le motivazioni che stanno alla base della proposta di legge popolare (che proprio in questi giorni sta raggiungendo il quorum delle cinquantamila firme richieste) sono molteplici: contribuire alla promozione della crescita e della competitività del Paese, garantire l' innovazione e la qualità delle prestazioni intellettuali e offrire nuove opportunità ai giovani. Certo - ammettono i più - si tratta anche di difendere qualche interesse di bottega ma, spiega Podestà «alcuni ordinamenti professionali risalgono al Medioevo ed è ovvia la necessità di aggiornarci. Ma non si può procedere a lenzuolate come il ministro Bersani ha fatto l' estate scorsa, togliendo tariffe e intervenendo per piccole parti». Sotto accusa, così, finiscono «l' abolizione delle tariffe minime per gli ordini di categoria che, in particolare per gli appalti pubblici, sta generando una corsa al ribasso a discapito della qualità e dell' affidabilità delle prestazioni» come denuncia, ad esempio, il portavoce dei geologi, Scottoni. (...) «Quello che vogliamo - spiega l' architetto Angela Sterlick, consigliere delegato per la Liguria del Cup - è attivare un tavolo di lavoro dove possano intervenire tutte le categorie dei professionisti intellettuali. Il termine ultimo per la consegna delle forme al Parlamento è il 30 novembre, vogliamo arrivare a quella data con una valanga di adesioni». (...)
2) Il Secolo XIX Riforma ordini professionali. Per la legge firmano in 50mila. Successo dell'iniziativa popolare di Francesco Margiocco 3) Il Giornale (Genova) Una legge per difendere gli ordini professionali. Superato con un mese e mezzo di anticipo sulla scadenza del 30 novembre il quorum di 50mila firme necessario per presentare il disegno in Parlamento. Parte da Genova l'iniziativa di 26 categorie pronte a scendere in campo con una proposta per regolamentare l'accesso ai lavori intellettuali di Francesco Gambaro |
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