La bellezza in svenditaRoma. I limiti a banchi e bancarelle
Testata:
Corriere della Sera
Data:
24-10-2007
Autore:
Valerio Magrelli
In un'intervista uscita su «Le Monde », lo scrittore svizzero Alain de Botton ha commentato il suo ultimo libro, tradotto da Guanda con il titolo «Architettura e felicità», ricordando un reportage fra i rivoltosi della banlieue francese. «Le persone che incontravo», ha raccontato, «mi parlavano di disoccupazione e di problemi economici, ma insistevano soprattutto sulla bruttezza del loro ambiente, e sull'assurdità della loro esistenza in un universo caotico e violento. Non volevano soldi, ma bellezza. L'idea che la bellezza sia un lusso per i ricchi, è una delle più grandi tragedie del nostro tempo». Per quanto apparentemente ingenua, la riflessione di questo strano autore (considerato dalla critica come bizzarro e inclassificabile) tocca un punto nevralgico della nostra condizione di abitanti metropolitani. Allo stesso tempo, però, le sue parole ci spingono a interrogarci su un aspetto perfettamente opposto rispetto a quello sin qui esaminato. Altrimenti detto, se le periferie moderne sprofondano nello squallore, cosa succede ai luoghi che, al contrario, soffrono di un paradossale «eccesso di bellezza»?
Un argomento del genere è stato affrontato proprio nei giorni scorsi da Aldo Cazzullo, che su queste stesse pagine ha denunciato l'ignobile stato di abbandono in cui versa Fontana di Trevi. (...) |
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