Due edifici ampi e solenni estesi per quasi 200 metri su un impianto ad H, collegati trasversalmente da un corpo di fabbrica più basso. All'interno, due file di pilastri in ghisa che creano uno spettacolare impianto a navata. Nell'edificio a nord, un volume di maggiore altezza collocato nel cuore della parte centrale, il cosiddetto "duomo". Domani aprono al pubblico le Ogr, le ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie che si affacciano sul viale della Spina Centrale, nei pressi della Cittadella del Politecnico. Aprono, o sarebbe meglio dire si materializzano, dopo tanto parlarne, dopo tanti progetti per il loro recupero e riutilizzo che parevano decollare, ma non è stato così.
Centonovantamila metri quadrati di capannoni di struggente bellezza abbandonati sin dai primi anni 90, fino ai 70 adibiti alla riparazione dei locomotori e quindi usati come centro di stoccaggio delle macchine utensili, oggi circondati da vegetazione selvaggia, tra vetri rotti, pareti sbrecciate, detriti, ma ancora ricchi di fascino, potranno essere visitati da domani a sabato per iniziativa dell'Urban Center Metropolitano (dalle 14.30 alle 16, con partenza ogni mezz'ora, ma si proseguirà, con cadenza settimanale, dal 31 ottobre alla fine dell'anno, ogni mercoledì alle 13 e alle 13.30). Si percorreranno gli spazi della manica settentrionale, quella che guarda verso le ex Carceri Nuove: è previsto anche un affaccio sul "duomo", ma niente di più, per motivi di sicurezza. Off limits anche gli altri capannoni, perché a rischio. Si potrà ammirare nel tragitto consentito un'installazione a cura di Traffic, audio e video dedicato al tema della fabbrica dal titolo Clean Unclean.
L'iniziativa rientra nel progetto Torino Today Tour, che si prefigge di guidare i cittadini nei principali luoghi di trasformazione della città. E che, annunciata da una lettera dell'assessore Fiorenzo Alfieri e del direttore di Urban Center Carlo Olmo, in cui si parla anche di un prossimo recupero di quegli spazi, ha creato un certo stupore, dal momento che è di poche settimane fa la notizia che la Fondazione Crt sta trattando con le Ferrovie dello Stato per acquistare l'intera struttura e farne un polo internazionale per l'arte contemporanea.
(...)