Saltano gli attestati di competenza dei professionisti non iscritti all'albo dal decreto legislativo di recepimento della direttiva qualifiche, approvato l'altro ieri in consiglio dei ministri. Ma la cosa lascia quasi indifferenti i diretti interessati. Perché in ogni caso è il riconoscimento a dividere. E per gli ordini, attestati di competenza o meno, rappresenta comunque un motivo più che valido per impugnare il testo in tutte le sedi. Mentre per le associazioni, aldilà di tutto, è decisamente una conquista.
Gli ordini. Conferma la tesi Roberto Orlandi (agrotecnici), vicecoordinatore del Cup, che annuncia battaglia già da quando il provvedimento passerà dal parere del Cnel. «Ritengo irrilevante la questione dell'attestato», ha dichiarato, «comunque siamo nel campo dell'extra delega. Come coordinatore del gruppo delle libere professioni del Cnel posso assicurare che il nostro parere, anche se non vincolante, sarà negativo». «La battaglia sarà quindi doppia», ha incalzato, «da parte del Cup e del Cnel. Il parere di quest'ultimo, infatti, avrà il suo peso nelle impugnative future che verranno prese nei confronti di questo testo».
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Parlamento Ue. Sempre in tema di qualifiche, il Parlamento Ue, sulla base di un compromesso con il Consiglio, ha approvato ieri l'istituzione di un Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente. «Che mira», si legge nella nota di Bruxelles, «a migliorare la trasparenza, la comparabilità e la trasferibilità delle qualifiche nazionali. Ma intende anche consentire alle organizzazioni settoriali internazionali di collegare i propri sistemi di qualifica a un punto di riferimento comune europeo».