Pensare in grande. "Big-ness" (nel senso di "grandezza") raccomandano in un incontro di rinnovata solidarietà urbanisti e architetti, sulle tracce di Rem Koolhaas, il precursore dell'architettura contemporanea. Era stato il genio di Rotterdam a preconizzare che «l'assenza di una teoria della grande dimensione è la più esasperante debolezza dell'architettura». E ieri se n'è discusso nel primo dei due incontri degli Annali dell'Architettura e delle Città, "Verso Eco-Metropolis" - il secondo oggi, alle 16, a Palazzo Reale su "Grande Napoli" a cura di Pasquale Belfiore e Franco Mariniello con video di Mario Franco e commento di Franco Rosi.
Padrone di casa con Benedetto Gravagnuolo, Aldo Loris Rossi ha incardinato il processo alle città che promettono di diventare megalopoli disegnando un'area metropolitana che non potrà raccontare i grandi progetti di Mi-To, tesi ad avvicinare quanto più si può le capitali del nord, ma lascia intravedere un G. R. A. N. - acrostico che ripete le intenzioni di grandezza - raccordo anulare come e più di quello di Roma, sbocco definitivo della rivoluzione dei trasporti che dal 2000 tenta di realizzare un sistema integrato ai corridoi transeuropei. Almeno Napoli è partecipe di un processo, mentre a far da padroni, come si deduce dalla relazione di Maria Cristina Treu, ordinaria di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano, sono Milano e Torino. "Città in estensione" è il concetto da lei stessa formulato, e con il quale tocca misurarsi oggi pensando al futuro. (...)