«Progetti» è nata circa dieci anni fa, grazie a un'intuizione di Paolo Paci, editore di Pesaro che, dopo aver analizzato le riviste del panorama nazionale, nota che lo spazio assegnato ad alcune aree regionali e alle loro rispettive espressioni architettoniche è pressochè nullo. Pensa allora di costruire un network di promozione dell'architettura e del design in alcuni ambiti particolarmente significativi e fecondi da questo punto di vista, dedicando un approfondimento ad ogni lavoro selezionato. Il network funziona all'incirca così: l'editore, in collaborazione con una realtà produttiva del territorio che si fa carico dei costi, individua i progetti più interessanti e li documenta con servizi fotografici ed articoli ad hoc. L'avventura comincia da Ancona per poi diffondersi in tutta Italia. Al momento le città interessate sono Bologna, Milano, Roma, Pescara e Bari. «Progetti Bari» è al suo secondo numero, che verrà presentato alla libreria Laterza giovedì 8 novembre (ore18.30), nell'ambito di una tavola rotonda condotta da Nicola Signorile con gli interventi di Francesco Moschini, Paolo Paci, Emanuela Angiuli, Guendalina Salimei. Il coordinamento generale è affidato a Marco Petroni, consulente editoriale e culturale per Ime spa di Terlizzi, l'azienda che, per la provincia barese, si è assunta gli oneri finanziari dell'iniziativa. Petroni lavora con l'editore da quattro anni, organizzando l'ambito editoriale, redazionale e l'intero network, inoltre è stato anche direttore culturale di Design Plaza, un'altra testata dello stesso gruppo.
Petroni, cosa ha di diverso «Progetti» rispetto agli altri magazine di architettura e a quale target si rivolge?
«La sua particolarità sta nel presentarsi come una sorta di quaderno di architettura con ampi approfondimenti fotografici e testuali, frutto di un rapporto "confidenziale" con i progettisti che vengono coinvolti direttamente nell'elaborazione dell'articolo ».
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Possiamo considerare "Progetti" un osservatorio permanente sulle trasformazioni urbane in atto?
«Diciamo che la città è il laboratorio e il campo d'azione su cui si misurano il fare dell'architettura e le riflessioni attorno ad essa. In questo senso bisogna vedere "Progetti" come uno degli elementi di un sistema più ampio che vuole dialogare con la città e le sue trasformazioni. Del resto, sin dal primo numero abbiamo cercato di lavorare intorno ad un programma culturale diffuso e estensivo che spaziasse anche oltre le discipline del progetto per investire i processi di trasformazione del territorio e dell'ambiente».
In questo numero, Bari e il suo futuro sono al centro del dibattito. Con quali prospettive?
«Cercheremo di chiarirlo con la tavola rotonda in cui verranno poste come questioni centrali le trasformazioni che interessano la nostra città. Gli ospiti, lo storico dell'architettura Moschini, l'editore Paci, la direttrice della Biblioteca De Gemmis Angiuli, la vincitrice del progetto di riqualificazione di via Sparano, Salimei, dovranno interrogarsi sull'architettura di qualità e sulla pratica dei concorsi internazionali che Bari ha scelto per inaugurare un nuovo corso e per scongiurare interventi di solo maquillage».
E Domus si occupa di un giardino a Poggiofranco
di Marilena Di Tursi