Un'aiuola accanto al Naviglio della Martesana «fiorita » in una sola notte. Un prato abbandonato in fondo a via Volturno rinato come «serpentone » artistico tra piante e sculture. Vasche di cemento in via Bianchi d'Espinosa che ritrovano la loro originaria natura di fioriere. Tutto per merito dei «giardinieri urbani» che, sul modello di quanto accade a New York e Londra, da qualche tempo sono in azione anche a Milano. Da soli o, sempre più spesso, con l'aiuto di chi in quella zona ci vive.
Non si tratta di un movimento piuttosto di gruppi sparsi, una mezza dozzina in tutto. Che cosa fanno? «Individuiamo spazi verdi trascurati, cantieri in disuso, aiuole soffocate dai rifiuti e le adottiamo, ovvero zappiamo la terra e piantiamo fiori e alberi, che poi innaffiamo ». Così raccontano Andrea e Michele, entrambi progettisti di giardini, che guidano i «giardinieri guerriglieri» (www.guerrillagardening.it), con all'attivo una quindicina di «blitz ». Il gruppo agisce di notte e, dopo qualche settimana si può già vedere l'effetto delle flower-bomb ovvero le bombe di semi lasciate cadere sul bersaglio.
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I bambini piantano 8.100 alberi. Nasce il grande «Metrobosco»
di Chiara Vanzetto