I geometri non sono incompetenti
Grazie alle parole del ministro Rutelli i circa 100.000 geometri italiani si sono sentiti dare degli incompetenti (Corriere, 11 novembre). Come Presidente del Collegio dei geometri della Provincia di Milano, mi sento in dovere di tutelare gli iscritti milanesi e credo di potere parlare per tutti i colleghi italiani i quali si sono sentiti, ci siamo sentiti, insultati dalle parole del ministro, parole dure dette nei confronti di una categoria storica che tanto ha dato alla nazione. Certo non siamo incompetenti quando le Stato ci chiede di collaborare a sistemare la situazione catastale, cosa che noi abbiamo fatto con serietà e professionalità e continuiamo a farlo. Nella ricostruzione post bellica o dopo le calamità naturali, i terremoti del Belice, del Friuli, del Bresciano, i geometri erano in prima linea insieme alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco. Certo è troppo comodo chiederci aiuto e poi darci degli incompetenti. Vorrei chiedere al ministro dove era quando, Sindaco, rilasciava ai colleghi di Roma «incompetenti», i permessi di costruire.
(...)
Geom. Enzo Balbi, Presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Milano
Architetti e trasformazione del territorio
Mi riferisco all'affermazione di Rutelli che la colpa del dissesto paesaggistico italiano sarebbe dovuta al fatto che gli architetti hanno perso la battaglia lasciando il campo ai geometri. Questa affermazione fa sorridere perché prevede un ruolo che gli architetti non hanno mai avuto e cioè quello di demiurgo in grado di determinare le scelte nel campo del costruito. Purtroppo non è così, la colpa è dei politici che non hanno chiaro il concetto di bene pubblico e lasciano che le scelte economiche siano separate da quelle ecologiche.
E' la committenza che esercita il potere di trasformare il territorio e questo va in relazione al guadagno, non è certo quella minuta dei geometri a fare grandi disastri ma quella dei poteri forti. (...)
Arch. Maurizio Spada, Istituto Uomo e Ambiente