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Liberalizzazioni a passo lento. Taxi più cari, calano i farmaci

 

Gli effetti della legge Bersani, dal credito alle professioni: i successi (pochi) e le illusioni

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
28-10-2007
 
Autore:
Sergio Rizzo
 
 
Che tutto non sarebbe filato liscio come l'olio, Pier Luigi Bersani lo sapeva fin dall'inizio. Anche se in qualche caso la realtà ha superato la fantasia più fervida. Chi avrebbe mai potuto pensare che un tentativo (lodevole) di liberalizzazione si sarebbe risolto con un aumento delle tariffe? Eppure questo è quello che è accaduto per i taxi, almeno a Roma e Milano. Dopo trattative estenuanti, scioperi e quasi scontri di piazza i tassisti della Capitale hanno «concesso» 1.450 licenze in più, oltre al prezzo fisso della corsa Roma-aeroporto di Fiumicino. Ora stanno negoziando un aumento medio delle tariffe del 18%. A Milano la concessione è stata quella di far guidare lo stesso taxi a due persone diverse. Il fratello, il coniuge, il cugino? Poco importa. Ciò che conta è che le tariffe sono salite anche in questo caso del 20% circa.
Si dirà: è già un bel risultato. Ma non è quello che milioni di cittadini si aspettavano. (...)
Faticosa si è rivelata finora pure la liberalizzazione delle professioni e di alcuni mestieri. L'abolizione delle tariffe minime non ha dato ancora praticamente risultati. Soprattutto, argomentano al ministero dello Sviluppo, per problemi di natura «culturale »: la gente si rivolge all'avvocato o all'architetto spesso attraverso canali di conoscenza personale, e di conseguenza non discute mai le condizioni economiche. Ma anche l'azione di freno degli Ordini ha avuto il suo peso. Unico dato apprezzabile, il risparmio ottenuto sulle parcelle dei progettisti di opere pubbliche: 38%. Peccato che ora, in Parlamento, si starebbe pensando a una clamorosa marcia indietro ripristinando le tariffe di riferimento per gli appalti pubblici, con la giustificazione che un eccessivo risparmio potrebbe pregiudicare professionalità e sicurezza. Né ha ancora dispiegato i suoi effetti la norma che autorizza i professionisti a farsi pubblicità, che era stata duramente contestata dagli Ordini.
Grossi problemi ci sono anche per la liberalizzazione di alcuni piccoli monopoli, come quello delle autoscuole o delle guide turistiche: gli stessi che normalmente si incontrano quando ci sono di mezzo gli enti locali, in questo caso le Province. Qualche eccezione c'è sempre. Ma per una Provincia (Roma) che apre il mercato a 4.900 nuove guide turistiche c'è una intera Regione (la Sicilia) che blocca tutto: dalle autoscuole ai parrucchieri. La motivazione? In Sicilia le Lenzuolate bersaniane non si dovrebbero applicare perché è Regione a statuto speciale. Come se i capelli dei palermitani fossero diversi da quelli dei milanesi.

 
 
 
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