«Dobbiamo dar vita a una stagione diversa. Ha ragione il ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli quando dice che la stagione della crescita edilizia indiscriminata è finita. Dobbiamo contrastare un'aggressione che sulla Toscana, soprattutto sulle zone più pregiate, ci può essere e c'è. Ma ciò non può significare dire sempre "no" a tutto. La regione ha bisogno di uno suo sviluppo qualitativo». Claudio Martini, presidente Ds della regione Toscana, ora esponente del Partito democratico, presiede oggi a Firenze gli «Stati generali della sostenibilità in Toscana» al Polo universitario di Novoli. Interverranno molti interlocutori internazionali (Noam Chomsky in collegamento dal Mit di Boston, il ministro dell'ambiente dello Stato brasiliano del Parà, Valmir Gabriel Ortega) ma anche il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, Franco Prodi e Alberto Asor Rosa per la rete dei Comitati per la difesa del territorio toscano.
Proprio sul nodo del territorio Martini annuncia una nuova stagione però chiede un confronto serio soprattutto dopo le polemiche dei Comitati asor-rosiani: «Occorre rigore analitico. È vero che la Toscana è diventata terra appetibile dalla speculazione. Ed è vero che il rischio non va sottovalutato. Negli ultimi tempi le difficoltà crescenti per la tenuta dei bilanci spingono molti comuni alle concessioni edilizie come unica valvola di sfogo. Ma occorre una logica di collaborazione e di chiarezza. Soprattutto perché non è vero che la Toscana si va cementificando ». (...)