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Dalle Olimpiadi al Design Torino torna internazionale

 

Rutelli: "Siete la capitale della progettualità"

Testata:
la Repubblica
 
Data:
27-11-2007
 
Autore:
Sara Strippoli
 
 
Per un attimo sembrava di vivere in un flashback. C'era aria da Olimpiadi, ieri a Torino Esposizioni, dove il ministro dei Beni culturali è arrivato per dare il via al Torino 2008 World Design che inaugura ufficialmente il 31 dicembre. Posti a sedere nessuno, molti in piedi nella cornice bianco accecante di Torino Esposizioni, disseminata di auto d'epoca lucenti. Fra il pubblico anche Serge di Yugoslavia, icona onnipresente delle notti a cinque cerchi. Banche e Fondazioni, politica, turismo, staff della comunicazione e promozione della città al gran completo. All'appello non mancava nessuno dei microcosmi della Torino on the move. Ma non è un flashback, soltanto un'altra occasione ben confezionata per Torino di finire in vetrina. Lodata e vezzeggiata da Francesco Rutelli, ormai ospite abituale di Torino e dintorni: «Questa città si candida ad essere la capitale della progettualità. Ha dimostrato di essere una delle città italiane ed europee più capaci di progettarsi e riprogettarsi». In due anni l'azzurro delle Olimpiadi è diventato il verde mela del World design, cornice di incontri e manifestazioni che culmineranno nel congresso mondiale degli architetti previsto al Lingotto tra la fine di giugno e l'inizio di luglio 2008. (...)
La presidente Mercedes Bresso allarga lo zoom a tutta la regione: «Nell'anno in cui Torino sarà capitale mondiale del design - dice sapremo dimostrare di essere la regione dove si elabora continuamente il nuovo. Il design avrà un ruolo positivo anche per la sicurezza perché il punto di partenza è proprio la concezione urbanistica. Secondo punto la progettazione di opere importanti quali la Città della salute, il polo ospedaliero e la ricerca».
Il traguardo più ambizioso? Lo spiega Enrico Morteo, componente del comitato scientifico: «Il calendario organizza 52 settimane di appuntamenti che aiutano l'intera città a ripensare la propria immagine e la propria identità. Ma soprattutto a rilanciare nel futuro il proprio progetto di trasformazione. Ed è proprio questo il bersaglio da colpire».
(...)

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