«Le liberalizzazioni sono come una bicicletta, sta in piedi solo se continui a pedalare tutti i giorni. Solo così riesci a parare i contraccolpi che trovi lungo la strada e soprattutto a combattere, la convinzione, sempre vincente nella testa degli italiani, che per quanto si dica che si vuol cambiare non si cambia niente» lo dice Pierluigi Bersani, autore di tre "lenzuolate" di liberalizzazioni, di cui due approvate e una terza presto all'ultima prova del Senato.
Il ministro per lo Sviluppo Economico, con la metafora della bicicletta ha ricordato come continua è anche la fatica. Ben sintetizzata anche dal fatto che mentre lui riceveva gli applausi in un convegno organizzato dall'Unione consumatori, a poche centinaia di metri i tassisti paralizzavano il centro di Roma. Segno che più che una questione di leggi o di economia è una questione culturale. Le tre lenzuolate hanno toccato oltre 20 settori economici, coinvolgendo sia i piccoli dettaglianti come panifici, parrucchieri e tassisti, sia le grandi multinazionali del credito, delle assicurazioni e delle tlc.
Le tre ondate hanno avuto effetti diversi nel tentativo di "erodere" lo scoglio delle lobbies: intuizioni azzeccate come la vendita dei farmaci da banco o l'abolizione dei costi fissi per il credito telefonico dei cellulare. Effetti misurabili da un giorno all'altro sia dal cittadino comune, sia a livello macroeconomico. (...)
27 Ordini da rivedere
L'unico risultato raggiunto dalle liberalizzazione è l'adeguamento dei codici deontologici dei 27 ordini che prevede l'abolizione delle tariffe minime per ogni prestazione. L'Antitrust ha aperto un' indagine specifica su 14 di questi e ha chiesto la modifica di 9. Il resto è affidato ad una riforma organica che per ora procede lentamente grazie al lavoro congiunto delle commissioni Giustizia e Lavori pubblici alla Camera. Non si prevedono rivoluzioni, ma una serie di "princìpi" che regolano l'attività professionale. Inoltre dovrebbe essere più difficile creare nuovi ordini al massimo si parlerà di associazioni.