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  Archivio Network , I confini delle città  

I confini delle città

 

Identità, territorio, paesaggio

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
02-12-2007
 
Autore:
Massimiliano Finazzer Flory
 
 
Un cittadino dovrebbe camminare in città interrogandosi sulle strade ereditate, sfogliando la realtà come un libro scritto da destra a sinistra. Vivere in città significa vivere sopra il presente, spezzando l'ovvietà del tempo e dello spazio. Ma un tale cittadino dovrebbe sentirsi ogni giorno straniero nella (propria) città assumendo l'atteggiamento filometropolitano di Baudelaire: «I veri viaggiatori partono per partire; / cuori leggeri, simili a palloni, / mai cercano di sfuggire al loro destino, / e, senza sapere perché, dicono sempre: Andiamo!». Già, ma dove andiamo? con città come le nostre così piccole, limitate da una storia che lungi dall'essere quella dell'arte è, a ben guardare, una vecchia politica con i suoi impossibili modelli? I confini amministrativi sono anacronistici. (...)
Una città non è grande quando cede di sé una satura immagine, colma di edifici e di gente. La città grande non è popolosa ma popolare e annuncia il suo segno con i simboli. La città grande non è, necessariamente, la grande città. Ma oggi una città non può che essere «città delle città», una connessione continua, una destrutturazione creativa che sta riprendendo consapevolezza di sé come luogo pubblico in cui agisce un ordine esteso, spontaneo, evolutivo. Tanto cooperativo quanto conflittuale.
(...)

 
 
 

 

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