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«I concorsi di idee? Un imbroglio»

 

«Tempi lunghi, maggior equilibrio tra studio e costruzione»

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
01-12-2007
 
Autore:
Gloria Bertasi
 
 
«I concorsi di idee possono essere un imbroglio e nella loro realizzazione gli aggiustamenti al progetto non sempre danno i risultati pensati ». Paolo Portoghesi fa subito chiarezza, e mentre parla pensa a Mestre. A piazza Barche, ma anche al progetto per tutta l'area dell'Umberto I. All'architetto, ad esempio, è piaciuta l'ipotesi dello Studio Lombardi, vincitore del concorso, ma meno lo soddisfa invece il rendering digitale delle tre torri che è stato elaborato.
E poi ci sono i tempi - lunghi - delle amministrazioni e le decisioni del Comune, spesso poco chiare. Mestre ne sa qualcosa, tanto che le critiche maggiori alla giunta negli ultimi giorni riguardano proprio i tanti progetti fermi per la terraferma che non vanno avanti e non vengono realizzati. Lo goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata approvazione del progetto della multisala di Furlan al Candiani: «Prima ne discuta la città», ha detto il sindaco, provocando però più di qualche perplessità. «Un progetto si realizza in dieci o venti anni, servirebbe maggior equilibrio da tempistiche e studio dell'intervento ». Il contesto è il Centro Culturale Candiani dove ieri duecento persone hanno assistito al primo dei tre incontri organizzati dall'Associazione «Una grande città».
Il ciclo di dibattiti affronta la gestione del mutamento di Mestre. Temi di ieri: cittadella dello sport in via Olimpia, riqualificazione dell'area dell'ospedale Umberto I e del Candiani. «Per anni si è costruito senza regole ora serve una strategia», dice Portoghesi. Per risanare «le città italiane malate e bisognose di iniezioni di qualità architettonica», Portoghesi propone una ricetta, ossia un rapporto di equilibrio e coordinamento tra soggetti coinvolti in progetti urbanistici. Mestre, «città con un destino avverso », dovrebbe sfruttare la vitalità che sta manifestando e favorire il rapporto tra iniziativa privata, amministrazione pubblica e cittadini allo scopo di governare i nuovi interventi. Gli architetti puntano il dito contro le lungaggini che bloccano i cantieri. (...)

 
 
 

 

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