È un po' palestra, un po' parcheggio, un po' ostello. La reception è il «check in», stile aeroporto. Le scale un ricordo: qui ci sono solo tre piani di rampe per portare biciclette e sci direttamente in camera da letto. Si chiama «cube» ed è un enorme cubo di acciaio cemento e vetro satinato ai piedi delle piste da sci di Nassfeld- Pramollo, in Carinzia.
Comodo, dal design futuristico e minimalista, ma un vero pugno negli occhi con quel suo stile Unione Sovietica, che nulla ha a che fare con i caldi alberghi da montagna. Chi viene qui lo fa solo per sciare. Dimenticatevi lo struscio di Cortina o di Courmayeur: intorno al «cube» è il deserto e per trovare un briciolo di movimento bisogna fare 10 chilometri e arrivare a Hermagor. Ma i prezzi sono decisamente competitivi (...). «Con questo arancione mi sembra di essere a Guantanamo, la tazza del water è in uno stanzino nero» scherzano Luca e la fidanzata, arrivati qui da Padova per curiosità. (...)
Il «cube» sembra piacere e la Vienna International, proprietaria dei tre alberghi guarda avanti: «Siamo in avanzate trattative per creare due nuove strutture a Chamonix, in Francia, appena al di là del Monte Bianco e in Sierra Nevada, in Spagna. Sono le stesse amministrazioni che per rilanciare le loro stazioni sciistiche ci hanno chiesto se eravamo interessati a "esportare" la nostra filosofia di vacanza. Ma i contratti non sono ancora chiusi, è in discussione dove posizionare l'albergo». Infatti il sito non è di secondo piano. Una delle caratteristiche forti è che i «cube» sono a una manciata di metri dalle piste. Auto addio.
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