Il metrò è l'ultima spiaggia. O i Navigli riemergono adesso, nel progetto della linea 4, «o resteranno sepolti per sempre ». Per dirla con l'urbanista Empio Malara, presidente degli «Amici dei Navigli»: «Sarebbe la pietra tombale sull'ipotesi di riscoperta della città d'acqua». D'accordo: ma i cantieri sono anche «un'occasione straordinaria» per riportare alla luce la Cerchia. Uno scavo, quello di via Francesco Sforza-Santa Sofia, due obiettivi: carrozze e canali. Non solo. C'è pure un progetto più ampio, firmato da Antonello Boatti, architetto del Politecnico: undici chilometri di linea blu a «calibro variabile» dalla Cassina de' Pomm lungo Melchiorre Gioia e dentro Garibaldi- Repubblica, rinnovata sotto Ponte delle Gabelle, Conca dell'Incoronata e San Marco, riscoperta nelle vie Senato, Festa del Perdono e Santa Sofia, fino alla Conca di via Arena e di lì in Darsena.
Un'utopia, forse. Ma «così Milano ricostruirebbe uno degli elementi fondamentali della sua storia». L'acqua. Simbolo della candidatura all'Expo 2015. Ritrovare i canali, tre metri sotto il suolo. L'associazione Amici dei Navigli propone questa «sfida entusiasmante » al sindaco Letizia Moratti e lo fa all'assemblea annuale di oggi. Primo punto all'ordine del giorno: valorizzare il patrimonio esistente. Secondo: riscoprire il tesoro nascosto. Una battaglia da pirati galantuomini: tre progetti «offerti alla città» negli ultimi 15 anni, uno elaborato con il Centro studi traffico. Risultati: zero.
I cantieri del metrò quattro apriranno nel 2009. Prima tratta di lavori: Lorenteggio- Policlinico. In via Santa Sofia la linea incrocia proprio la Cerchia dei Navigli e una stazione «tappa» il canale. Era già successo con la verde, carrozze infilate sotto via Carducci e «addio al Naviglio di San Gerolamo». Ecco, «non ripetiamo lo stesso errore», dicono gli Amici. Ora: dato che la circonvallazione interna andrà comunque bucata, «si può pensare di far riaffiorare l'antico tracciato fluviale». (...)