Percorsi di studio armonizzati e spazio al riconoscimento senza misure di compensazione: il titolo di studio vale così com'è stato conseguito in uno dei 27 Paesi Ue e non incontra altre restrizioni nello Stato in cui si vuole esercitare la professione. Sono alcuni pilastri del decreto legislativo 206/207 in vigore dal 24 novembre (G.U. 9 novembre), che recepisce la direttiva 205/36 sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Per sette professioni - medici, architetti, veterinari, infermieri, odondoiatri, farmacisti e ostetriche - il provvedimento accorpa le direttive. (...)