Gli architetti di Palermo guardano il centro con occhi da esperti. Lo vedono affollato di auto e in abbandono e pensano a come poterlo rendere più vivibile. Ciascuno ha una sua idea di riqualificazione, ma tutti sono concordi sulla necessità di intervenire e chiedono a gran voce un piano complessivo redatto da esperti che incardini gli interventi e li programmi. Rosanna Pirajno si muove spesso in autobus. «Usare la macchina per muoversi in centro? Una follia», dice l' architetto e docente, che propone l' istituzione di mini-isole pedonali. «Chiudere gli assi principali non si può - sostiene - ma chiudere le traverse sì. Un esempio? Via Candelai. Qui, nella strada della movida dei giovani, pedoni e auto convivono in modo selvaggio. Se si chiudono al traffico le stradine, sarà più difficile posteggiare e si scoraggerà l' uso dell' auto. Un piano che dovrebbe essere accompagnato dal potenziamento dei mezzi pubblici». Un' idea simile a quella dell' architetto Fabio Alfano che, se potesse, cambierebbe così il centro storico: «Isole pedonali nei quattro mandamenti, assi principali percorribili ma con limitazioni, e soprattutto restaurati. Un esempio è via Maqueda: se si regolamentassero i piani terra, con insegne e vetrine sistemate secondo un criterio, e si risistemassero le facciate dei palazzi, cambierebbe subito aspetto. I fronti delle strade hanno un gran valore, sono come le quinte nei teatri». Secondo Alfano, il modello da seguire è Barcellona: «Una città dove tradizione e innovazione si fondono. I quattro mandamenti pedonali potrebbero diventare come il barrio gotico». (...)
La docente di Urbanistica Teresa Cannarozzo dà qualche suggerimento concreto: «I grossi autobus a lunga percorrenza - dice - non devono passare da via Ruggero Settimo e via Maqueda, perché il centro non può essere più considerato come il nodo d' attraversamento della città. I parcheggi scambiatori, che devono essere attraenti con panchine e verde, da via Basile a piazzale Giotto, devono consentire rapidi collegamenti con il centro». La Cannarozzo pensa a via Maqueda e corso Vittorio Emanuele aperti solo alle auto dei residenti. «E poi bisogna puntare sulle aree ancora libere - conclude - che possono trasformarsi in giardini o in posteggi sotterranei arredati a verde in superficie». Roberto Collovà, architetto e docente, critica il bando del Comune per selezionare cinque esperti che dovranno redigere il nuovo piano particolareggiato per il centro storico: «Andava fatto un concorso pubblico a inviti, chiedendo a professionisti rinomati di presentare la loro proposta. Il problema del centro è che vengono prese singole iniziative separate l' une dalle altre». (...)