«In Italia la preparazione in tema di sicurezza è davvero scarsa, gli ispettori sono pochi ma soprattutto mal preparati. È inutile pensare che basti assumerne di più per migliorare la situazione nei cantieri e nelle aziende, perché alla base mancano corsi adeguati per la loro formazione». Questo pesante j'accuse viene da Norberto Piccinini, professore del dipartimento di Scienza dei materiali e Ingegneria chimica al Politecnico di Torino, uno dei massimi esperti in tema di sicurezza in Italia. Da trent'anni lavora fianco a fianco con Raffaele Guariniello: per lui ha curato le perizie di alcune delle vicende più scottanti, compreso l'incendio alla ThyssenKrupp di alcuni anni fa ed è uno dei consulenti incaricati dalla Procura di svolgere l'indagine sulla tragedia di corso Regina Margherita.
Da anni Piccinini si batte perché la formazione in tema di sicurezza diventi uno degli insegnamenti fondamentali della preparazione dei futuri architetti e ingegneri. Da dodici anni è il direttore di un master organizzato dal Corep in Ingegneria della sicurezza e analisi dei rischi, che è praticamente l'unico in Italia a dare l'abilitazione come Responsabile del servizio prevenzione e protezione. E al master si insegna, oltre alle nozioni tecniche, anche a conoscere e prevedere le reazioni umane in caso di incidente, ad esempio a capire che alla quarantesima ora di straordinario l'attenzione è più debole o che davanti a un principio d'incendio l'uomo può andare nel panico. Circa mille ore tra lezioni e stage, mentre alle aziende bastano cento ore per un corso di infarinatura per un dipendente interno. Ma con il master al massimo si formano una ventina di esperti l'anno, troppo pochi per coprire le necessità di tutta Italia. Quest'anno, poi, gli studenti sono solo otto: tutti ingegneri di diversi indirizzi e diverse provenienze geografiche, inclusi un colombiano e un venezuelano.
Al Politecnico c'è anche un dottorato di ricerca sulla sicurezza, ma ha una sola borsa di studio ogni anno e a stento si riesce a ottenerne una seconda. «È assurdo che non ci sia un corso di laurea specifico su questo tema al Politecnico, come invece sono stati attivati in alcuni altri atenei italiani», attacca il professore dal suo studio in corso Duca degli Abruzzi. E in molti percorsi, come ad Architettura, le lezioni sulla sicurezza sono facoltative, mentre sono obbligatorie solo per Ingegneria civile ed edile. (...)