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  Milano , La mitica delle liberalizzazioni  

La mitica delle liberalizzazioni

 
Testata:
Il Giornale dell'Architettura
 
Data:
12-12-2007
 
Autore:
Massimo Gallione
 
 

Serve un confronto serio sui temi della liberalizzazione e della concorrenza e un'applicazione migliore delle leggi esistenti

Da tempo in Italia sembra che lo svago preferito da taluni soloni sia quello di inventarsi un «nemico» e dileggiarlo sui maggiori organi di stampa esponendolo al pubblico ludibrio. Ciò che è più grave non è tanto una pesante caduta di stile nell'informazione da parte di alcuni organi di stampa, ma il fatto che di fronte a temi così rilevanti, come quello delle liberalizzazioni e della concorrenza, si dia libera stura a una serie di banalità tali da ridurre tutto a burletta.
È grave che non ci si voglia confrontare seriamente con la realtà quando costoro oggi individuano il «nemico» in colui che esercita una professione intellettuale. Il tema proposto è semplicemente quello di eliminare i liberi professionisti, la loro indipendenza, le loro conoscenze e competenze, la loro etica, le loro capacità di dare un contributo determinante allo sviluppo economico e culturale del paese. È altrettanto vero però che i professionisti non sono indenni da colpe; sono proprio i comportamenti inaccettabili di alcuni colleghi che contribuiscono ad alimentare l'ottuso dibattito contro una intera categoria di tre milioni di seri professionisti. Infatti, è almeno da oltre dieci anni che chiediamo una vera legge di riforma delle professioni anche in tema di deontologia, di pubblicità, di qualità delle prestazioni, in quanto gran parte delle norme attuali sono quantomeno obsolete. Parte della riforma, comunque proprio su questi temi, la stiamo già attuando, autonomamente, con le poche risorse normative esistenti. La nostra responsabile volontà di una vera riforma è conosciuta almeno dai tre ministri della Giustizia che negli ultimi anni si sono succeduti a partire da Piero Fassino, ma anche da moltissimi deputati e senatori. Ma non basta: stiamo chiedendo pubblicamente ai cittadini italiani di sottoscrivere la presentazione al Parlamento di uno specifico Disegno di legge al fine di accelerare questo iter che sta assumendo oramai tempi biblici.
 
 
 

 

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