La terza edizione del «Premio per l'urbanistica e la pianificazione territoriale Luigi Piccinato», in programma domani in città, sancirà un virtuale passaggio di testimone tra due protagonisti dell'architettura internazionale di ieri e di oggi. Quello tra Luigi Piccinato - il grande urbanista nato a Legnago nel 1899, al quale nel 2004 la Regione dedicò il prestigioso riconoscimento per ricordare un'intensa storia professionale spesa «a promuovere la qualità e la cultura del progetto» - ed il ticinese Mario Botta: uno dei maggiori architetti attualmente in attività, che ha messo la sua firma in mezzo mondo su prestigiosi edifici pubblici e privati, che hanno fatto e stanno facendo scuola tra i progettisti delle ultime generazioni, dalla sinagoga di Tel Aviv alla torre Kyobo a Seoul. E che ha progettato - in tandem con lo studio di ingegneria Contec di Verona con il quale ha già lavorato al Mart di Rovereto - anche il simbolo della Legnago del futuro: il grattacielo di 18 piani rivestito con elementi di cotto - già ribattezzato con i suoi 60 metri metri di altezza ed una pianta ellittica di 380 metri quadrati «Torre Botta» - che l'immobiliare Ellegi di San Bonifacio realizzerà il prossimo anno a Porto, sul primo dei tre comparti in cui sono stati ripartiti i 33 mila metri quadrati occupati un tempo dagli stabilimenti Riello.
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