Il sindaco parla la stessa lingua degli architetti, almeno dei più giovani. Andrea Pennisi, infatti, dell'associazione di giovani architetti veneziani, la pensa un po' come Massimo Cacciari sul progetto della multisala all'arena del Candiani: «Bella o brutta, l'architettura del Candiani è riconoscibile, fa parte della città, - dice Pennisi - come spieghiamo ai mestrini che di punto in bianco gli si affianca una architettura completamente diversa?». Un'osservazione che ricorda da vicino quella del sindaco a margine dell'incontro pubblico di mercoledì in cui aveva parlato di «nota dissonante volutamente giustapposta ma rischiosa ». Dal mondo degli architetti under 40, però, arriva anche una bacchettata all'amministrazione rea, dice Pennisi, di abdicare ai privati il suo ruolo di ideatore, non è una questione di soldi, sto parlando di idee per i grandi interventi pubblici. Spezza una lancia a favore del progetto concepito inizialmente da Gianni Caprioglio, pur con qualche distinguo, anche Guido Zordan, ex assessore all'Urbanistica. «Ho visto il progetto con l'inclusione del recupero della stecca dove ora c'è il supermercato Alì, in quel modo era convincente. Quanto al resto, le mie perplessità riguardano l'uso della membrana di teflon retroilluminata, temo possa essere usata come megaschermo pubblicitario e sarebbe troppo aggressivo». (...)