Architettura ecologicamente sostenibile, forma, impatto, sostenibilità, sono queste le sfide che dovranno affrontare gli architetti del futuro. Il nuovo auditorium di Padova che verrà realizzato a pochi passi dalla Cappella degli Scrovegni è stato lo spunto per il convegno organizzato ieri nell'aula Magna del Bo dell'Università da Archivisione in collaborazione con il Dipartimento di Fisica. «Anche se si trovassero nuovi giacimenti di petrolio e gas metano, la nostra civiltà non potrebbe mantenere questo modello di sviluppo - ha spiegato nel suo intervento il Direttore del Dipartimento di Fisica Tecnica dell'Università padovana Roberto Zecchin -, tenendo conto che circa il 30 per cento delle immissioni gassose è riconducibile all'edilizia residenziale e direzionale, è chiaro che l'architettura e l'edilizia in futuro non potranno prescindere da tecniche costruttive ecologicamente sostenibili ».
Secondo l'architetto Alberto Cecchetto «la differenza di costi è sostanzialmente minima nel futuro poi sarà fondamentale che le città, come è accaduto negli Stati Uniti, non perdano il loro luoghi di relazione civile. Dobbiamo poi batterci per delle città di altissima qualità dove funzionalità, estetica e rispetto per l'ambiente producano benessere». Se il presidente dell'Ordine degli architetti padovani Giuseppe Capocchin ha insistito sulla necessità di accelerare la riforma delle professioni, Gabriele Del Mese fondatore del Gruppo di progettazione ingegneristica Arup ha invece sottolineato come l'Italia possa vantare il record mondiale di concorsi finiti nel nulla. «Assieme allo sforzo degli architetti - ha concluso Silvano Voltan responsabile progetti di Archivisione -, è necessario dunque creare i presupposti per una committenza privata e pubblica che creda in questi progetti. Fortunatamente ci sono aziende come la Sanyo o Isoclima che ormai da anni hanno scommesso sull'innovazione e sulla sostenibilità ambientale».
«Non farò alcun ricorso. Ma non può essere il Tar a scegliere l'Auditorium». Cecchetto e la sentenza che gli ha tolto la vittoria: a questo punto a decidere dovrebbe essere la città. L'architetto veneziano a una settimana di distanza dal verdetto del Tar si toglie qualche sassolino dalla scarpa di Alberto Rodighiero