«Mi chiedevano sempre: "Come mai ha dato l'incarico della lunga stecca ad Aldo Rossi?". E la mia risposta era sempre la stessa: «Perché sono incapace di progettare un edificio lineare lungo 185 metri, largo 10 e alto10». Così Carlo Aymonino ricorda l'esperienza del quartiere "Gallaratese" di Milano nella mostra su Aldo Rossi che celebra il grande architetto a dieci anni dalla morte. E lo fa insieme con un'altra ventina di critici e architetti, da Tadao Ando a Peter Eisenman, da Alvaro Siza a Franco Purini, nel libro di testimonianze che accompagna l'antologica all'Accademia di San Luca.
In periodo in cui la forma è gestita, spesso partorita, dai programmi del computer, ecco 43 disegni originali: uno per ogni progetto, appartenenti alla fase più intima, immediata, ideativa del lavoro di Aldo Rossi. «Ho voluto ricollocare la sua figura in una dimensione "romana"», spiega il curatore, Francesco Moschini. «E proporre una mostra che, fuori dalla logica contemporanea degli "archistar", ribadisse la poetica della città per pezzi. L'ossessione e la coazione a ripetere gli archetipi del cubo, della sfera, del cilindro».
I lavori in mostra - anche sei plastici in legno tra cui quello del complesso alberghiero di Fukuoka - coprono un arco di tempo che va dal 1964 al 1997. Vengono dalla collezione Darc-Maxxi di Roma e dall'archivio personale dell'architetto che nel 1979 creò l'effimero Teatro del Mondo facendolo galleggiare a Venezia e che nel 1985 vinse il concorso per restaurare e ridisegnare il Carlo Felice di Genova. Le opere sono presentate in due sezioni. L'una che, tra edifici realizzati e progetti rimasti sulla carta, attraversa l'Italia, dalla sua Milano (dove nacque nel 1931), al cimitero di Modena, al centro direzionale di Perugia (1982). L'altra, che dà conto dall'attività internazionale: dalla Torre di Buenos Aires (1984) ai progetti per Walt Disney a Parigi (1988), con una particolare attenzione per le idee messe in campo per la Berlino, prima e dopo il muro.
Per Aldo Rossi, dieci anni dopo, piazza dell'Accademia di San Luca 77, Roma, fino al 25 gennaio (tel. 06 6798848).