«Milano? Città snaturata dagli architetti stranieri»Cambio alla direzione regionale
Testata:
Corriere della Sera
Data:
29-12-2007
Autore:
Armando Stella
«Milano è la città che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale». Carla Di Francesco, 56 anni, lascia la direzione regionale ai Beni culturali per diventare direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea. A pochi giorni dal suo trasloco da Milano attacca la politica dei parcheggi che «attirerà traffico e smog» e la scelta di fare crescere la città in altezza con «forme non italiane».
«L'autorizzazione su tutte che più ha provocato rammarico è stata quella per la costruzione del parcheggio in Darsena». Dopo sette anni e mezzo Carla Di Francesco, 56 anni, il 1˚ gennaio lascia la direzione regionale ai Beni culturali. È stata promossa direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea. Al suo posto arriva Gino Famiglietti. Facciamo un bilancio? «Se dobbiamo (ride, ndr) ». Le polemiche sono iniziate con il restauro del Teatro alla Scala e continuano oggi con box interrati e nuovi quartieri. «Guardi, il progetto Scala è stato estremamente gratificante». Ma sollevò molte critiche. «Qui sono di casa. In quel caso, poi, si toccava il cuore della cultura, c'era da aspettarselo». E oggi? Celentano contro gli ecomostri, comitati contro i box. Pure il suo ruolo di controllo e garanzia è stato messo sotto accusa. «Il mio era un ruolo di coordinamento, sono le Soprintendenze ad autorizzare i progetti...». Ma ora può dare un giudizio. «Allora dirò che Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale». (...) |
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