"Appalto integrato il caso Italiano"in: Focus AWN
Testata:
Focus 2
Data:
luglio-agosto 2007
Autore:
Simone Cola e Pierluigi Mutti
La legge 109 del 1994, comunemente nota come Legge Merloni, nel corso delle sue diverse stesure ha avuto il compito di normare e innovare le procedure connesse alla progettazione e alla realizzazione dei lavori pubblici.
I criteri adottati per il conferimento degli incarichi professionali e l'esperimento delle procedure di appalto hanno anche recepito le istanze e le esigenze di trasparenza espresse dal Paese nel periodo successivo a Tangentopoli. La volontà di riordinare la complessa materia degli appalti ha portato all'approvazione, dopo una tormentata vicenda parlamentare, del Codice Appalti (D.L. n. 163 del 12 aprile 2006), redatto in recepimento delle direttive comunitarie 17 e 18/2004 relative a servizi, forniture e appalti pubblici; alcune delle procedute in esse previste non presentavano però alcun obbligo di recepimento per i Paesi membri anche in funzione della delicatezza dell'argomento e, questi, hanno proceduto a una sospensione o ad una assunzione limitata di alcune di esse. La direttiva 18/04, relativamente alla progettazione e realizzazione delle opere pubbliche, prevede anche la possibilità di ricorrere alla procedura dell'Appalto integrato. La vigente legislazione nazionale stabilisce che tale procedura eccezionale possa essere utilizzata esclusivamente per importi superiori a 10 milioni di euro e per specifiche opere aventi particolari contenuti tecnologici e impiantistici. L'attuale formulazione del Codice appalti consentirebbe, invece, una sua generalizzata applicazione per qualsiasi tipo di opera pubblica consegnando, nei fatti, i livelli di progettazione definitiva ed esecutiva all'appaltatore. |
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