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Nuovi modelli di città

 

in: Focus 07/09

Testata:
Focus
 
Data:
luglio/agosto 2009
 
Autore:
Pasquale Felicetti, consigliere CNAPPC
 
 
Il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC ha ospitato dall'11 al 13 giugno a Pescara, in partnership con il Comitato Organizzatore della XVI edizione dei Giochi del Mediterraneo Pescara 2009, la XV Assemblea generale straordinaria dell'Unione degli architetti del Mediterraneo (UMAR). In questa occasione si è inteso avviare una riflessione, in considerazione della recente tragedia che ha colpito l'Abruzzo, sulla necessità di riconsiderare metodi e logiche costruttive degli edifici e delle città, nel rapporto tra sicurezza, sostenibilità e promozione della qualità urbana.
Il Convegno "Costruire e Ri-costruire Città. Vivere nella regione mediterranea tra rischio sismico, sviluppo sostenibile e qualità urbana" ha rappresentato l'occasione per un confronto che da diversi punti di vista affrontasse la questione riconsiderando il rapporto "effetti degli eventi calamitosi-modalità di ricostruzione". Si tratta di spostare i ragionamenti dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione dei rischi, dalla definizione dei modelli urbani di ricostruzione - pur necessari alla ricomposizione sociale delle popolazioni colpite nel rispetto della loro storia e della loro cultura - alla definizione di modelli e sistemi di crescita e sviluppo delle città in generale, quale contributo nuovo della cultura urbanistica ed architettonica alla contemporaneità.
Da una parte occorre studiare e mettere in pratica strategie politiche legate ad una programmazione di medio e lungo periodo che impegni le necessarie risorse economiche, scientifiche e professionali in due direzioni: processi di conoscenza sul reale stato di conservazione del patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato, storico e non, anche attraverso l'introduzione del "libretto del fabbricato" nel sistema di regole che attengono all'edilizia, adottando così uno strumento importante in materia di prevenzione del rischio; processi di governance che portino anche a scelte radicali quali la rottamazione delle periferie degradate e la costruzione di nuove parti di città.
D'altra parte occorre condividere una serie di invarianti che costituiscano un punto di partenza per il futuro delle città. Modelli di assetto urbano che coniughino sviluppo e sostenibilità, rinnovo delle tecniche costruttive ed uso di materiali ecocompatibili, sicurezza delle costruzioni, attenzione alla salvaguardia del patrimonio storico artistico, promozione della qualità, delle città e dei paesaggi, attraverso processi di partecipazione e di democrazia urbana.
Tutto questo rappresenta una sfida alla quale gli architetti italiani devono essere in grado di dare risposte disciplinari che contribuiscano in generale alla crescita della cultura architettonica ed urbanistica, in particolare ad affermare il ruolo etico e scientifico della nostra professione, capace di rinnovarsi ed innovare, consapevole delle proprie responsabilità, ma anche delle proprie qualità.
 
 
 
 
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