Con il nuovo
codice deontologico gli architetti hanno disciplinato la pubblicità, ma con
molti limiti: non è possibile, per esempio, divulgare i nomi dei clienti. Chi
partecipa come relatore a convegni deve fare attenzione a non parlare delle
prestazioni offerte e degli onorari.
Il codice -
che riguarda anche i pianificatori territoriali, i paesaggisti, i conservatori
e gli architetti e i pianificatori junior- è stato approvato dal Consiglio
nazionale e rappresenta, attraverso 50 articoli suddivisi in otto titoli, la
prima vera e propria modifica al codice del 1994, in linea anche con le
indicazioni espresse dall'Antitrust sugli ordini professionali.
"Siamo
venuti incontro alle esigenze espresse dall'Autorità per la
concorrenza", afferma il presidente del Consiglio nazionale architetti Massimo
Gallione.
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