Il lancio dell'agenzia 9colonne:
Messina, architetti: 70% costruzioni dopoguerra inadeguato
"Di fronte all'ennesima tragedia dopo l'Abruzzo, e moltissime
altre, di fronte a così tante vittime e alla diffusa offesa al paesaggio,
tutelato dalla Costituzione, non vi possono essere esitazioni. La priorità
assoluta è la sicurezza dei cittadini e il rispetto concreto della
Costituzione. Per questo motivo occorre mettere mano al risanamento del
territorio e a un deciso inasprimento delle pene per gli abusi edilizi".
Lo ha dichiarato Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale
degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. "Dei 60
milioni di vani costruiti nel dopoguerra - ha aggiunto - il 70 % e del tutto
inadeguato ai rischi idrogeologici ed antisismici. Occorre rottamare quelle
ampie parti dei centri urbani senza qualità architettonica, costruiti senza
alcune criterio di contenimento dei consumi energetici e di dubbia sicurezza
strutturale ed impiantistica; occorre incentivare il ricorso ai finanziamenti
privati (e non solo pubblici) per demolire e ricostruire e per ovviare, con più
precise regole nazionali e con un piano di investimenti pluriennale, ad un
diffuso e cinquantennale periodo di terrorismo paesaggistico".
Il lancio dell'agenzia Italpress:
Maltempo: Messina, architetti "inasprire pene per
abusi edilizi"
"Di fronte all'ennesima tragedia dopo l'Abruzzo, e
moltissime altre, di fronte a cosi' tante vittime e alla diffusa offesa al
paesaggio, tutelato dalla Costituzione, non vi possono essere esitazioni. La
priorita' assoluta e' la sicurezza dei cittadini e il rispetto concreto della
Costituzione. Per questo motivo occorre mettere mano al risanamento del
territorio e a un deciso inasprimento delle pene per gli abusi edilizi. Governo
e Regioni devono investire su di una urbanistica di qualita' e di risanamento
delle nostre citta'. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica
Napolitano, con il quale il Consiglio nazionale degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) concorda pienamente, e'
necessario scegliere tra alcune grandi opere ed un massiccio piano di messa in
sicurezza del paese". Lo ha dichiarato Massimo Gallione, presidente
del Cnappc, intervenendo sulla tragedia del messinese. "Dei 60 milioni di
vani costruiti nel dopoguerra, - ha aggiunto - il 70% e' del tutto inadeguato
ai rischi idrogeologici ed antisismici. Occorre rottamare quelle ampie parti
dei centri urbani senza qualita' architettonica, costruiti senza alcune criterio
di contenimento dei consumi energetici e di dubbia sicurezza strutturale ed
impiantistica; occorre incentivare il ricorso ai finanziamenti privati (e non
solo pubblici) per demolire e ricostruire e per ovviare, con piu' precise
regole nazionali e con un piano di investimenti pluriennale, ad un diffuso e
cinquantennale periodo di terrorismo paesaggistico". "Etica, regole,
controlli, piani urbanistici e geologici di qualita', oculata semplificazione
ed unificazione delle norme, in luogo di abusi, cinismo, disinteresse,
malaffare: le istituzioni nazionali e regionali possono decidere di dare al
paese un'altra possibilita' e su questo - ha concluso - si giocano molto della loro
credibilita' di classe dirigente".
Il lancio dell'agenzia Adnkronos:
Messina:
architetti, inasprire pene per gli abusi edilizi
''Di fronte all'ennesima tragedia dopo
l'Abruzzo, e moltissime altre, di fronte a cosi' tante vittime e alla diffusa
offesa al paesaggio, tutelato dalla Costituzione, non vi possono essere
esitazioni. La priorita' assoluta e' la sicurezza dei cittadini e il rispetto
concreto della Costituzione. Per questo motivo occorre mettere mano al
risanamento del territorio e a un deciso inasprimento delle pene per gli abusi
edilizi. Governo e Regioni devono investire su di una urbanistica di qualita' e
di risanamento delle nostre citta'. Come ha sottolineato il Presidente della
Repubblica Napolitano, con il quale il Consiglio Nazionale degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) concorda pienamente, e''
necessario scegliere tra alcune grandi opere ed un massiccio piano di messa in
sicurezza del paese.'' Lo ha detto dichiarato Massimo Gallione, Presidente del
Cnappc, intervenendo sulla tragedia del messinese.
''Dei
60 milioni di vani costruiti nel dopoguerra, - ha aggiunto - il 70 % e del
tutto inadeguato ai rischi idrogeologici ed antisismici. Occorre rottamare
quelle ampie parti dei centri urbani senza qualita' architettonica, costruiti
senza alcune criterio di contenimento dei consumi energetici e di dubbia
sicurezza strutturale ed impiantistica; occorre incentivare il ricorso ai
finanziamenti privati (e non solo pubblici) per demolire e ricostruire e per
ovviare, con piu' precise regole nazionali e con un piano di investimenti
pluriennale, ad un diffuso e cinquantennale periodo di terrorismo
paesaggistico'' .
''Etica,
regole, controlli, piani urbanistici e geologici di qualita', oculata
semplificazione ed unificazione delle norme, in luogo di abusi, cinismo,
disinteresse, malaffare: le istituzioni nazionali e regionali possono decidere
di dare al paese -conclude- un'altra possibilita' e su questo si giocano molto
della loro credibilita' di classe dirigente''.
(Rre/Ct/Adnkronos)
Il lancio dell'agencia ANSA:
Messina:
architetti, inasprire pene per gli abusi edilizi
"Di
fronte all'ennesima tragedia dopo l'Abruzzo, e moltissime altre, di fronte a
così tante vittime e alla diffusa offesa al paesaggio, tutelato dalla
Costituzione, non vi possono essere esitazioni. La priorità assoluta è la
sicurezza dei cittadini e il rispetto concreto della Costituzione. Per questo
motivo occorre mettere mano al risanamento del territorio e a un deciso
inasprimento delle pene per gli abusi edilizi". Lo ha dichiarato Massimo
Gallione, Presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, commentando la
tragedia nel messinese. "Governo e Regioni - ha aggiunto - devono
investire su di una urbanistica di qualità e di risanamento delle nostre città.
Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Napolitano, è necessario
scegliere tra alcune grandi opere ed un massiccio piano di messa in sicurezza
del paese. Dei 60 milioni di vani costruiti nel dopoguerra - ha proseguito
Gallione - il 70% è del tutto inadeguato ai rischi idrogeologici ed
antisismici. Occorre rottamare quelle ampie parti dei centri urbani senza
qualità architettonica, costruiti senza alcune criterio di contenimento dei
consumi energetici e di dubbia sicurezza strutturale ed impiantistica; occorre
incentivare il ricorso ai finanziamenti privati (e non solo pubblici) per
demolire e ricostruire e per ovviare, con più precise regole nazionali e con un
piano di investimenti pluriennale, ad un diffuso e cinquantennale periodo di
terrorismo paesaggistico".
Il lancio dell'agenzia AGI:
Messina: architetti,
piu' severita' contro abusi edilizi
"Di fronte
all'ennesima tragedia e a cosi' tante vittime non vi possono essere esitazioni.
La priorita' assoluta e' la sicurezza dei cittadini e il rispetto concreto
della Costituzione. Per questo motivo occorre mettere mano al risanamento del
territorio e a un deciso inasprimento delle pene per gli abusi edilizi".
Lo ha detto Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli
architetti, che ha aggiunto: "Governo e Regioni devono investire su di una
urbanistica di qualita' e di risanamento delle nostre citta'. Dei 60 milioni di
vani costruiti nel dopoguerra, il 70 % e del tutto inadeguato ai rischi
idrogeologici ed antisismici. Occorre rottamare quelle ampie parti dei centri
urbani senza qualita' architettonica, costruiti senza alcune criterio di contenimento
dei consumi energetici e di dubbia sicurezza strutturale ed impiantistica;
occorre incentivare il ricorso ai finanziamenti privati (e non solo pubblici)
per demolire e ricostruire e per ovviare, con piu' precise regole nazionali e con
un piano di investimenti pluriennale, a. un diffuso e cinquantennale periodo di
terrorismo paesaggistico".
"Etica, regole, controlli,
piani urbanistici e geologici di qualita', oculata semplificazione e
unificazione delle norme, in luogo di abusi, cinismo, disinteresse, malaffare -
ha concluso Gallione -. Le istituzioni nazionali e regionali possono decidere
di dare al paese un'altra possibilita' e su questo si giocano molto della loro
credibilita' di classe dirigente". (AGI)